Trino2, La Centrale Termoelettrica G. Ferraris a Leri-Cavour (VC)

Due torri dominano il panorama incontrastate

Opel Rekord Centrale Termoelettrica

No, non siamo andati a Springfield a trovare Homer Simpson, anche se l’idea non sarebbe stata male. Siamo nel vercellese, nella più modesta Leri. Talmente modesta che è oramai un paese fantasma abbandonato, eppure al centro di una zona ricchissima di storia e di cose da vedere: innanzitutto, come vedremo nei post successivi, Camillo Benso Conte di Cavour qui ha gestito per anni la tenuta di Leri portando innovazioni e migliorie tecniche che poi si sarebbero consolidate nei decenni successivi. Non solo; ci troviamo lungo le strade del riso e delle grange, antichissimi granai trasformatisi nel tempo in splendide aziende agricole, come quella della Darola o la Tenuta Colombara dove si produce il prezioso riso Acquerello (quello che vedete aprire nelle latte durante le puntate di Masterchef), la grangia di Montarolo, solo per citarne alcune e, ovviamente, anche quella di Leri. E se non vi basta, ci sono pure il Principato di Lucedio, Castellapertole e ben 3 cimiteri abbandonati. Il tutto nel raggio di pochissimi km quadrati, il nirvana per fotografi, curiosi, tombaroli, risaroli, e chi più ne ha più ne metta.

E per questa gita ho portato con me un ospite, mio fratello Marco col quale ho, come credo tutti i fratelli, un rapporto conflittuale. Ci vogliamo bene ovviamente, ma tante e tante volte ci siamo scontrati, siamo parecchio diversi come carattere e vedute e sono stato felicemente sorpreso che, nonostante alcune perplessità e obiezioni, abbia appoggiato questo mio progetto apocalittico, per cui è stato un piacere enorme averlo a bordo della Miranda e andare a zonzo a fotografare cimeli abbandonati. Cioè, non è che abbia proprio appoggiato il progetto; mi ha riversato addosso una serie di dubbi, eccezioni, problematiche (per altro tutte inopinabili), ma io come al solito ho fatto di testa mia e lui si è messo il cuore in pace… ciò non toglie che sia stato davvero contento di averlo con me, anche per fugare una volta per tutte una certezza che ci portavamo dentro da anni ma della quale non riuscivo a trovare fondamento cercando notizie in giro. Che poi oggi è pure il suo compleanno… yeeeeeee auguri!!!!

Paesaggio Centrale termoelettica

Storia e ricordi…

Ecco dunque la centrale termoelettrica Galileo Ferraris (cioè, quello che si vede dalla strada), inaugurata nel 1998. Si tratta di una centrale a ciclo combinato gas-vapore di cui, quelli che vedete in foto sono i due sono radiatori termici a tiraggio naturale, che servono come sorgente fredda per i condensatori del ciclo vapore. Anche la mia lavatrice è a ciclo combinato eppure non occupa tutto quello spazio…. Vabbè, ovviamente non ho la più pallida idea di quello di cui sto parlando ma non è la parte tecnica quella che ci interessa oggi, è il falso storico di cui io, mio fratello ma anche molti altri siamo vittime.

Già, perchè per anni i nostri genitori ci hanno detto che quelli erano i reattori della centrale nucleare di Trino Vercellese. E chi eravamo noi per contraddire i nostri genitori? Ci abbiamo creduto e la cosa ci andava pure a genio perchè per dei bambini che non si devono preoccupare del futuro, del lavoro e delle rogne dei grandi, sapere che si abita non sufficientemente lontano da una centrale nucleare è pure interessante.

Io sono nato nel 1978, mio fratello nel ’75 e come tutti i bambini della mia età, ho vissuto seppur in maniera lontana e tutto sommato leggera l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl del 1986, con tutte le conseguenze del caso. Non ricordo più tutte le raccomandazioni, è passato troppo tempo, però ricordo bene che sconsigliavano di mangiare la lattuga e l’insalata dell’orto e soprattutto di non bere il latte, poichè la nube nucleare essendo arrivata in tutta Europa (mentre i russi cercavano di insabbiare il nocciolo e soprattutto la notizia dell’esplosione), poteva aver contaminato i terreni e le coltivazioni.

Leri-Cavour e Centrale
Chiesa Lwri-Cavour

C’è qualquadra che non cosa…

Un momento, sto parlando di anni ’80 ma la centrale è del ’90, sto parlando di nucleare e questa è elettrica… In effetti cercando su internet i lavori per la costruzione di questa centrale risultano iniziati nel 1991. Sono sicuro di no o per lo meno i due enormi radiatori esistevano già negli anni ’80. Questa infatti avrebbe dovuto essere Trino 2, ovvero la seconda centrale nucleare di Trino. La prima è quella VERA, anche se non ha l’aspetto esotico di questa, con i due bei reattori grossi da far invidia al vicinato.
La storica centrale nucleare di Trino, la Enrico Fermi, nata nei primi anni ’60, una delle quattro centrali presenti in Italia che produceva energia elettrica da una fonte nucleare, si trova più a Sud, appena fuori l’abitato di Trino Vercellese, lungo il Po.

Risaie e Centrale Termoelettrica

Dopo il disastro di Chernobyl e il seguente referendum del ’87 che porto all’abolizione del nucleare in Italia, nel 1990 venne chiusa e data in proprietà ad un’azienda statale, la SOGIN, che si occupò dei lavori cosiddetti di “decommissioning” cioè di smaltimento e bonifica di tutta l’area della centrale. C’è un bel sito ufficiale che racconta tutti i vari lavori effettuati in questa e nelle altre tre centrali italiane chiuse anche esse, logicamente.

Completata dunque come centrale termoelettrica, la Galileo Ferraris venne inaugurata ufficilmanete nel 1998, alla presenza del presidente della Repubblica, ma è ferma ormai dal 2009 ed è stata definitivamente chiusa nel 2013. Oggi è una delle tante cattedrali nel deserto, abbandonata a se stessa, anche se girano progetti, idee e ipotesi su un’ eventuale riqualificazione. Di sicuro, a tutt’oggi, rimangono questi due ciminieroni, simboli di un’era che non c’è più. Giganteschi baluardi del tempo e dello spazio circostante. Li vedi da lontano e loro sono sempre lì, ci giri intorno, ti ci avvicini ma non li raggiungi mai e loro se ne stanno immobili e silenti ad osservarti. Fino a quando non li abbatteranno…

Informazioni

DOVE DORMIRE:
Mi sarebbe piaciuto scavalcare la rete elettrificata a 30mila Volt per andare dentro a fotografare il sito da vicino ma, la probabile presenza di affamati cani randagi da guardia che non vedono una ciotola di Ciappi da vent’anni mi ha fatto desistere questo non toglie che chi fosse interessato a prendersi qualche giorno per andare a vedere questo e tutti gli altri siti qui vicino può soggiornare proprio a Castellapertole, presso il B&B il Babi, all’interno della dimora storica di Palazzo Chiablese (ma dovete telefonare perchè il sito ufficiale pare defunto), oppure presso il B&B La Mondina a Palazzolo Vercellese oppure accontentarsi di una stanza privata in quel di Tricerro, non lontano da qui

Anche per oggi è tutto, appuntamento a lunedì prossimo con una nuova storia e a giovedì per le consuete cartoline sbiadite!

Cerèa neh!

Opel Rekord

COME ARRIVARE:
Località: Leri-Cavour (VC). Lungo provinciale 1 tra Vercelli e Crescentino, utilizzare il grande svincolo che porta alla centrale o arrivare dalla strada sterrata che porta al borgo di Leri-Cavour (arrivando da Vercelli rimane sulla destra, poco prima della centrale)
Parcheggio disponibile disponibile lungo tutto il perimetro della centrale.
Sito non attualmente visitabile

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