Il Ciucarun, ex-chiesa di S.Martino a Paerno, Bollengo (TO)

Schivando pallottole e denunce

Ciucarun Bollengo veduta

Approfittando del bel tempo e dell’ultimo sabato in zona gialla, armati di famiglia e cani, abbiamo fatto un giretto pomeridiano nel Canavese. Bighellonare in tre splendidi posticini, ideali per una scampagnata all’insegna della cultura vintage è una buona idea al sabato. Così siam passati tra Chiaverano e Bollengo a far fotografie e raccogliere materiale per il sito. Oggi vi mostro dunque il famoso “Ciucarun”, ovvero il campanile della chiesa di S.Martino, unico elemento superstite dell’antico borgo di Paerno.

L’antico borgo di Paerno

Paerno era un piccolo e ridente borgo antichissimo che sonnecchiava placidamente sulle colline intorno a Ivrea, comune del quale faceva parte. Intorno al 1100, il vicino comune di Vercelli, con il quale c’erano parecchi contrasti e frizioni, iniziò una nuova e lungimirante politica di trasformazione urbanistica. Qual era l’idea di fondo? I motivi erano diversi, ovviamente politici ed economici. Concedendo privilegi, autonomia di amministrazione e franchigie varie ai feudatari e alla gente che si sarebbe spostata nel nuovo borgo e il Comune avrebbe evitato una concentrazione massiccia di popolazione in città. Dislocando la popolazione nelle vicine campagne avrebbe favorito la bonifica dei terreni incolti, lo sviluppo di agricoltura, allevamento e di nuovi commerci. E con la fortificazione di questi nuovi borghi, il Comune si sarebbe garantito anche un migliore sistema di difesa e di controllo, ampliando il proprio potere su tutto il territorio.

Il Ciucarun
Geometrie

Borghi diversi, stesso destino

L’esperienza del Comune di Vercelli, fu evidentemente osservata ed assorbita anche da altri Comuni, tanto che nel giro di poco più di cento anni, in Piemonte nacquero ben 66 nuovi borghi dei quali esiste documentazione certa, anche se probabilmente il numero è maggiore. Lo stesso Comune di Ivrea, ostile a quello di Vercelli, al grido di “ahò! anvedi ‘sti buzzurri, mo’ je ripagamo co’ ‘aaa stessa grana, boia fàus!” (in tipico dialetto del tempo), in un documento del 1250 infatti, ordinò la fondazione di Chiaverano, Borgofranco d’Ivrea e Bollengo (anche se da una ricerca storica del 1970 sui nuovi borghi del Piemonte mi risulta siano stati fondati l’anno successivo).

Anno più anno meno, questa nuova politica attuata dai Comuni inevitabilmente andò ad impoverire le piccole borgate sparse che videro uno spopolamento progressivo, Paerno non fece eccezione ed infatti la gente si spostò più in basso nel nuovo borgo di Bollengo e di Paerno che cadde in degrado non rimase che la chiesa di S. Martino. Fino al 1477 non si hanno più notizie quando da un documento risulta che la chiesa, da parrocchia autonoma, viene degradata da semplice oratorio; nel 1731 un decreto vescovile ordina l’abbattimento definitivo della chiesa (e forse anche dei ruderi rimasti del borgo), ritenuta ormai “spelonca per briganti”.

Campanile Ciucarun
Chiesa S. Martino Particolare

Il Ciucarun

Come si nota nelle foto sopra, dall’epurazione urbanistica sopravvive solo il campanile, conosciuto nella zona come il “Ciucarun”. E’ perfettamente integro, a 6 piani, con 5 archetti pensili in cotto, in tipico stile romanico dell’ XI° secolo. Alla base ci sono anche resti di muratura di un antico fabbricato e di una piccola cappella absidiata. Secondo gli storici, vista la grandezza del campanile e degli elementi sopravvissuti, la chiesa aveva in origine tre navate, come quella di S. Secondo a Magnano (che vedrete poi).

Campanile Ciucarun Paesaggio

Il campanile si erge su un ampio prato, ideale per amini pic-nic con bella vista sulle montagne tra Piemonte e Valle d’Aosta; non è difficile arrivarci ma bisogna fare attenzione, prima di tutto al parcheggio. Si sale da Burolo verso la parte alta, con una serie di stretti tornanti. Un cartello indica la stradina per raggiungere campanile, ma visto che il navigatore perde il segnale, preferisco chiedere… mi viene indicata la presenza di uno spiazzo per parcheggiare, che ovviamente non esiste ed infatti, rischiando di uccidere la coppa dell’olio, finisco di fronte all’ingresso di un terreno di proprietà privata facendomi cazziare dalla proprietaria, che però è gentilissima nel lasciarmi fare manovra nel suo campo (anche perchè non volevo parcheggiare lì, li so leggere i cartelli, volevo solo lasciare la Rekord un attimo per andare a verificare l’esistenza di questo spiazzo).

Non sparate sul pianista!

La stessa signora ci mette comunque in guardia dalle pallottole vaganti dei cecchini che scambiano sovente esseri umani per fagiani e cinghiali, per cui può essere una buona idea percorrere pancia a terra tipo “passeggiata in Vietnam 1972” il sentiero che separa il campanile dal parcheggio inesistente (ci stanno due auto al massimo, forse tre ma due son già troppe).
Secondo fonti ignote infatti, lo spopolamento dell’antico borgo di Paerno non è causato dalle politiche del Comune di Ivrea, bensì dai proiettili impazziti che fin dal 1250 solcano i cieli dei prati colpendo alla viva il parroco pollame e/o turisti.

Opel Rekord Bollengo

E con questa immagine della povera Miranda protetta dai proiettili vaganti dall’eroico guard-rail, nell’unico posto parcheggiabile al sicuro dai cazziatoni, vi saluto e vi dò appuntamento a giovedi per la solita cartolina sbiadita e a lunedi prossimo per un nuovo post!

Informazioni

DOVE DORMIRE:
Ah, dimenticavo i B&B di oggi! AirB&B oggi propone come primo cascina Bedria a Chiaverano, come secondo e contorno un intero appartamento da Carmen, immersi nella via Francigena e come dessert il B&B Antiche Pietre, a Bollengo.

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

1 thought on “Il Ciucarun, ex-chiesa di S.Martino a Paerno, Bollengo (TO)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *