Terre Ballerine e Panchina Gigante 145, Montalto Dora (TO)

A saltellare nel Canavese!

Inauguriamo il mese di novembre con le famose Terre Ballerine e con una nuova Panchina Gigante! Beh, nuova si fa per dire visto che ormai siamo arrivati alla numero 181… Il Big Bench Community Project oramai è inarrestabile, saltano fuori Panchine Giganti ovunque e tenere il passo è dura! Ma noi non molliamo e cerchiamo di vederle tutte, almeno quelle in Piemonte.

Intanto dove siamo? Montalto Dora, lago Pistono. Siamo nel Canavese, a pochi km a Nord di Ivrea. Questa è una splendida zona naturalistica, ricca di boschi, parchi e soprattutto laghi. In un area relativamente piccola ci sono ben 5 laghi, di cui il più famoso è il lago Sirio. Poi ci sono il Lago Nero, il lago di Cascinette, il lago San Michele e appunto il lago Pistono, dove si trovano la Panchina Gigante 145 e le Terre Ballerine!

panchina gigante 145
la Panchina Gigante n. 145 a Montalto Dora

5 laghi, infinite possibilità

Chi ama fare passeggiate in mezzo alla natura, magari anche in mtb qui trova un ideale metà ma non solo. Ci sono moltissime cose da vedere, per tutti i gusti. Attorno al lago Pistono, qui a Montalto Dora, ci sono il castello, la chiesa di San Rocco, di origine romanica e ricca di affreschi. Ma anche il Parco Archeologico del lago Pistono e le famose “Terre Ballerine”, una torbiera in mezzo al bosco dove ci si diverte a saltellare molleggiati dal terreno morbido. Vi mostrerò tutto più avanti. Oggi ci occupiamo però della Panchina Gigante 145, verde e blu e delle Terre Ballerine.

Si trova appollaiata su uno sperone sul lago Pistono. Da lì c’è un bel panorama sul lago, con il castello di Montalto Dora che veglia da sopra. Si arriva facilmente tramite due sentieri larghi e comodi.

lago pistono e castello montalto
il lago Pistono. Sullo sfondo il Castello di Montalto Dora. a destra in basso la Panchina Gigante

Come arrivare alla Panchina Gigante 145

Un primo approdo è da Nord. Si entra in paese e si percorre via Casana che sale verso il castello. Si supera la chiesa di San Rocco e si raggiunge l’area pic-nic sulla sinistra. Prendete la strada del Ronsecco, sulla destra e si raggiunge il lago dove ci sono il parco archeologico e il ristorante La Monella. Qui la strada finisce, si potrebbe arrivare in auto ma secondo me è meglio o lasciarla nel parcheggio dell’area pic-nic o anche in paese e fare il giro a piedi. E’ anche un modo per godersi meglio l’atmosfera tranquilla del luogo.

parco archeologico del lago Pistono
uno scorcio del parco archeologico del lago Pistono
veduta dalla Panchina Gigante
veduta del lago dalla Panchina Gigante

Raggiunto il lago si prosegue sul sentiero sterrato che lo costeggia salendo leggermente. Si giunge poi ad un incrocio. Se girate a sinistra andate verso le Terre Ballerine (segnalate). Proseguite invece dritto lungo il sentiero che qui si chiama “Strada per Chiaverano”. Più o meno a metà si scende in un sentiero sulla destra che porta a una piccola spiaggetta. La Panchina Gigante si trova alla vostra destra, sullo sperone.

Alternative

Se invece volete arrivare da Sud, basta entrare in paese e raggiungere la chiesetta di Santa Croce in Regione Montaragna. Prendere la vecchia strada per Chiaverano (sterrata) e a metà scendere sul sentiero a sinistra.

Personalmente il primo itinerario è il migliore. Offre più spunti per qualche visita aggiuntiva, come ad esempio al Parco Archeologico (adatto ai bambini e ragazzi) e sicuramente è il pù panoramico e interessante. Dalla Panchina Gigante 145 alle Terre Ballerine il passo è breve e una scappatina a saltellare nella torba è un must!

lungo la via Francigena
il simbolo della Via Francigena, lungo l’antica strada per Chiaverano

Le “Terre Ballerine”

Un nome che suscita molta curiosità, non solo nei bambini e nei ragazzi. Le Terre Ballerine si chiamano così per via del terreno molto elastico che copre una torbiera che anticamente era un lago. Sotto allo strato di terra c’è infatti dell’acqua. Qui, fino al 1895 c’era il lago Coniglio, un lago in fase di “eutrofizzazione” che venne prosciugato e trasformato in torbiera dal Sig. Mongenet, propietario di industrie siderurgiche alimentate proprio con la torba.

Vita, morte e miracoli di un lago

Un lago è un ambiente in continua trasformazione e movimento e che vive diverse fasi di mutamento. Quando il lago è “giovane” di dice che è “oligotrofico”, cioè con acqua limpida, poche piante e pochi pesci. Poi c’è la fase “mesotrofica”, con il lago adulto: acqua un po’ meno limpida, meno ossigeno e più alghe e piante acquatiche. I vari pesci che muoiono vanno a depositarsi sul fondo.

riflessi al lago Pistono


Poi c’è la terza fase, “eutrofica” con acqua poco limpida, molti resti organici sul fondo, poco ossigeno. Il lago coniglio si trovava al tempo in questa fase. Venendo del tutto prosciugato si trasforma in un “lago morto” cioè con pochissima acqua, ormai sostituita quasi del tutto dai sedimenti organici e dalle piante che riempiono il lago, trasformandolo prima in stagno, poi in palude e infine in torbiera. La torba ottenuta veniva utilizzata nei secoli scorsi come materiale combustibile a basso costo per le vecchie industrie.

Informazioni

Cosa vedere:

Dove mangiare:

Per questo lunedì è tutto, appuntamento a giovedì con le tradizionali cartoline in bianco e nero e a lunedì prossimo per un nuovo appuntamento con Piemonte In Opel!

Arvèdze!!

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