Cartoline da… Lugnacco (TO): Il Monolite

2001 Odissea nel Canavese

Un monolite a Lugnacco??? E dov’è Lugnacco??? Ma soprattutto, cos’è un monolite??? Rabbrividisco solo al pensiero di sentirlo nominare… Ahhh quanti minuti preziosi di vita persi a guardare l’interminabile scena di 2001 Odissea nello Spazio con le scimmie infoiate di fronte a quel parallelepidedo di cioccolato fondente… mmmmhhh

Vabbè, lasciamo da parte un attimo Kubrik e lo spazio e torniamo coi piedi sulla Terra. La cartolina sbiadita di oggi arriva dall’ entroterra del Canavese, non lontanissimi da Ivrea, nella zona collinare e molto verdeggiante che è la Valchiusella.

Lugnacco è un piccolo paese che ospita una chiesa romanica, la Pieve della Purificazione di Maria. E’ molto particolare, per via del campanile posto in facciata con l’entrata della chiesa proprio sotto il campanile. Ve ne avevo già parlato tempo fa a proposito della chiesa dei Ss. Pietro e Paolo di Bollengo e della curiosa tecnica di costruzione detta clocher-porche. La pieve merita però un post a parte per cui la presenterò più avanti.

Il Menhir di Lugnacco

A pochissimi metri dalla chiesa c’è un bel pietrone che fa capolino nel prato antistante il cimitero del paese. E’ il monolite di Lugnacco. Sarebbe meglio chiamarla “stele megalitica”, come direbbero gli studiati… chiamatelo come volete ma rimane un importante reperto archeologico, ritrovato nel 1975 e che oggi è conficcato nel terreno presumibilmente nella posizione in cui si trovava anticamente.

La stele megalitica di Lugnacco

La stele megalitica di Lugnacco è lunga poco meno di 4 metri, 3.85 metri per l’esattezza, con una base di 1 metro e venti di circonferenza e pesa poco meno di due tonnellate, praticamente il doppio della mia Rekord… (uhm, ora capisco perchè Obelix non aveva bisogno della pozione magica per trasportare i menhir…).

La sua storia, si lega ad altri due menhir megalitici ritrovati sempre in provincia di Torino, a Chivasso e a Mazzè negli anni ’80. Quello di Chivasso era stato usato per anni come panchina pubblica (!!!) mentre quello di Mazzè era stato gettato e dimenticato nella Dora Baltea, il fiume affluente del Po. Il Canavese e la provincia di Torino conservano ancora oggi tantissimi reperti archeologici databili all’età del bronzo dei quali (da menhir a massi coppellati), il monolite di Lugnacco sarebbe uno dei tanti esempi.

Secondo la tradizione orale del luogo su questa pietra venivano messi alla berlina i malfattori. Una consuetudine comune anche agli altri menhir, specie a quello di Chivasso.

Visitate la Valchiusella

Per chi volesse approfondire l’argomento, suggerisco un bel sito molto approfondito e valido sulla Valchiusella, che tratta in maniera appropriata ed esaustiva la stele di Lugnacco, e dei principali siti archeologici della zona. Altrimenti potete sempre volgere le spalle al menhir e godervi lo splendido panorama che si gode da questo punto. Nonostante la distanza di circa 150 km un altro “menhir” svetta tra le altre montagne… il Monviso (ma anche questa è un’altra storia)

Il Monviso sullo sfondo visto da Lugnacco

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