La Sorgente del Po e il Monviso – Pian del Re (CN)

Gita per famiglie alla scoperta del fiume più lungo d’Italia

Siamo finalmente in estate e con l’arrivo della bella stagione andiamo a pescare foto e sensazioni di una gita estiva alle origini del fiume più lungo d’Italia: la sorgente del Po.
Il suo nome buffo e così corto cozza un po’ con la sua lunghezza notevole. 652 chilometri che tagliano da Est a Ovest tutta l’Italia settentrionale. Senza andare a ripercorrere tutta la storia sull’etimologia del nome e le varie ricerche e ipotesi, anche io mi accodo alla teoria che trova nel termine latino “padus” (“padano”) l’origine del nome del fiume Po.

Per anni mi sono promesso e ripromesso di andare una volta a vedere la sua sorgente; finalmente l’estate scorsa ho avuto l’occasione di farlo, approfittando di una giornata splendida e della compagnia giusta.

Un’ Opel Rekord sul Monviso!

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La Vanda al cospetto di sua maestà il Monviso

Partenza da Biella alle 6 del mattino con la Rekord strapiena di zaini, cani, famiglia e amici e via, verso Pian della Regina, alle pendici del Monviso. A riprova della proverbiale robustezza delle vecchie Opel, anche la Vanda, nonostante il carico importante si rivela solida e comoda per tutto il viaggio. Tenete conto che siamo in 5 a bordo di cui un intruso che pesa circa 100 kg. più i cani e tutti gli zaini. Fino a Barge tutto fila liscio, salendo poi a Paesana e fino a Crissolo, ovviamente il peso dell’auto e del carico si fanno un po’ sentire. Tra l’altro con il cambio automatico a 3 marce non è che si possa sfrecciare come a Monza ma, nonostante la strada inizi a tirare, si riesce a salire sufficientemente bene.

Superato il borgo di Crissolo la strada cambia decisamente. L’ultimo tratto è più ripido e la strada è molto stretta e accidentata. Ovviamente non siamo i soli a percorrere quella salita; la giornata splendida ha invogliato molti a salire alle sorgenti del Po, per cui la carovana di turisti della domenica crea un lento serpentone che fa un po’ scaldare l’acqua del motore vista la pendenza e la lentezza. Alla fine raggiungiamo i 1700 metri circa di Pian della Regina, dove troviamo sua maestà il Monviso che ci scruta severo ma ospitale.

In un’oretta circa si arriva alle sorgenti del Po

Si potrebbe salire in auto fino ai 2000 metri di Pian del Re, ma visto che l’accesso al pianoro è contingentato e visto che a noi piace anche camminare, ci siamo fermati a Pian della Regina e iniziato lì la nostra passeggiata alle sorgenti del Po.

La scarpinata alle sorgenti dura circa un’oretta o poco più, adatta a tutti, anche ai bambini e in poco più di un’ora siamo su. La vista sul Monviso, sulle montagne circostanti, sui prati meravigliosi colorati da migliaia di fiori e la presenza di questo tumultuoso ruscello, che da grande diventa il fiume più lungo d’Italia, è impagabile. Il cielo blu, di un blu che non si vede nemmeno nei quadri di Yves Klein, solcato da un sole splendido (che a quelle quote scalda come il motore della Rekord) accompagna la nostra passeggiata fino al Pian del Re.

il Po e il Monviso
Salendo alle sorgenti del Po, il Monviso ci accompagna dall’alto, mentre il Po è ancora un piccolo torrentello di montagna
cascatelle del Po e fiori di montagna
piccole cascatelle formate dal Po e fiori di montagna

Certo, la presenza di un parcheggione da 10 euro al giorno per un centinaio di auto contrasta con il silenzio e la bellezza del paesaggio. (E’ vero anche che il tratto finale di strada è aperto solo durante il periodo estivo). Se il servizio navetta fosse obbligatorio forse sarebbe una soluzione migliore. Ma non facciamo gli schizzinosi e superiamo parcheggione e ristorante e in pochi minuti arriviamo finalmente alle sorgenti del Po.

Considerando una media di 3 persone per auto, i Pantani della domenica e tutti quelli che come noi se la sono fatta a piedi da Pian della Regina, potete immaginare quanta gente sia presente quel giorno. Inevitabile dunque che in molti si attardino a fare foto sulle rocce che aprono il passaggio del Po nel suo lungo viaggio di iniziazione verso il mare Adriatico. Tutto sommato però il pianoro è così esteso che i turisti si sparpagliano agevolmente nei prati senza dare poi troppo fastidio.

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la piccola chiesetta e Monviso un po’ nascosto sulla sinistra
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Finalmente, le sorgenti del Po

Che fare?

A questo punto le possibilità offerte dalla zona sono infinite. Ci si può spiaggiare in un prato e affogare in un pic-nic selvaggio o si può continuare a camminare verso l’infinito e oltre. Dalle sorgenti del Po partono numerosi percorsi segnalati che si sviluppano in tutte le direzioni.

Tempo fa, quando ho iniziato questo sito, avevo messo una cartolina dal Lago Fiorenza, che si trova sopra le sorgenti, a circa 2115 metri di altezza. Questo è il primo dei quattro laghi che si incontra se si decide di fare il giro dei Laghi del Monviso. Si parte dalle sorgenti e in qualche ora si raggiungono gli altri splendidi specchi d’acqua (il lago Lausetto, lago Chiaretto e il lago Superiore).

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il bellissimo Lago Fiorenza a 2115 metri. E’ ora della siesta e il Monviso si va a nascondere dietro le nuvole per un riposino

Ma si può ovviamente scalare il Monviso, salire al Colle delle Traversette oppure raggiungere il famoso Buco di Viso. E’ un piccolo tunnel di 75 metri scavato nella roccia e costruito nel 1480, che agevolava gli scambi commerciali tra Italia e Francia. E’ la galleria più antica d’Europa e veniva usata anche il passaggio di truppe e soldati. Successivamente cade poi in disuso. La nascita di valichi più agevoli (il Buco di Viso si trova a quasi 2900 metri sul livello del mare) lo rende obsoleto. Oltretutto non è certo facile da raggiungere oggi, immaginatevi all’epoca. Agli inizi del ‘900 viene finalmente riaperto e sistemato anche se ovviamente ha perso il suo scopo commerciale e militare. Chi vuole approfondire le possibilità offerte può consultare il sito ufficiale del Parco del Monviso, con tutte le escursioni e i sentieri e non solo.

Chi è pigro invece può accontentarsi di mettere i piedi a mollo nelle “fresche” acque del Po che è ancora un piccolo torrentello di montagna appena nato. Nella zona di Pian della Regina, il suo letto è già più importante, ma è ancora un fragoroso torrente imbizzarrito, un po’ come il classico gagnetto casinista delle elementari. Il sentiero per un attimo lambisce il suo corso e lo si può vedere e toccare bene con mano. Poi sì, in tanti siamo abituati a vederlo lento nel suo scorrere imborghesito lungo il Parco del Valentino a Torino o ancora più grosso e lento tra l’Emilia e il Veneto. Oggi però lo preferisco ancora ringalluzzito e baldanzoso mentre scava tra le rocce il suo percorso ancora forte e violento in montagna.

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il fiume Po a Pian della Regina

Sua Maestà, il Monviso

In tutto questo il Monviso se ne sta lì buono, controlla tutto dall’alto della sua vetta, ogni tanto sparisce per andarsi a fare un sonnellino nascondendosi tra le nuvole per poi riapparire maestoso, sovrastando tutte le altre montagne. Per noi piemontesi il Monviso è un riferimento certo e sicuro. Lo riconosci subito, se la giornata è bella lo si vede anche da molto lontano, da Novara, da Ivrea e oltre. La sua forma ricorda un po’ quelle delle piramidi egizie. Ecco, immaginatevi un’estesa cresta di cime tra le quali spunta inconfondibile una montagna piramidale che domina tutte le altre.

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Sul sentiero del ritorno, la chiesetta ci saluta alla prossima volta

Insomma non l’avevo mai visto così da vicino e sono stato davvero felice di fare questa gita che consiglio davvero a chi non c’è ancora stato. Sicuramente ci tornerò perchè voglio esplorare ancora altri luoghi e i piccoli borghi che si trovano sulla strada. Chissà, magari già quest’estate…

Informazioni e saluti

Non manca certo l’ospitalità da queste parti. Vi rimando ovviamente al sito del Parco del Monviso e vi ricordo la presenza dell’albergo a Pian del Re, ma anche oggi vi metto qui tre link ai bnb scelti a caso da me su AirBnb: si trovano tutti e tre nel borgo di Crissolo. Abbiamo l’appartamento con vista sul paese da Anna, il bnb Punta Monviso da Sandro e il grazioso appartamento da Alberto.

Anche per oggi è tutto, come sempre vi aspetto giovedi per le foto sbiadite in bianco e nero della settimana!

Arvèdze e in gamba!

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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