Il Santuario della Madonna delle Vigne, Trino (VC)

A due passi dal Principato di Lucedio

santuario-madonna-delle-vigne
Il Santuario della Madonna delle Vigne appare improvvisamente tra gli alberi lungo il sentiero

Per molti questa chiesa abbandonata in mezzo ai campi potrebbe rappresentare semplicemente un inutile rudere da abbattere. E sicuramente ci penseranno la natura e l’incuria a farlo se non verrà in qualche modo preservata. Ma il santuario della Madonna delle Vigne, anche a causa delle suo stato di fatiscente abbandono, è in realtà una chiesa famosissima, protetta da un alone di mistero misto a leggenda che la rende irresistibilmente affascinante. E ovviamente da vedere.

Ci troviamo nelle Terre del Riso e delle grange, le storiche tenute agricole che da centinaia di anni tramandano la coltivazione dei bianchi chicchi. Siamo a pochi km dal borgo abbandonato di Leri-Cavour e soprattutto a due passi dal famoso Principato di Lucedio, un altro luogo storico piemontese che vi mostrerò più avanti.

Parcheggiata la Rekord su una piccola altura che ospita il minuscolo cimitero tra Lucedio e la grangia Montarolo, ci si incammina per pochi metri lungo un breve sentiero ben battuto e piuttosto ampio che termina proprio di fronte alla chiesa di S. Maria delle Vigne.

santuario-madonna-delle-vigne-02

Santuario della Madonna delle Vigne esempio del Barocco piemontese

Sicuramente fotografarla nel mese si gennaio, con gli alberi spogli, il clima umido e freddo e la giornata grigia, aiuta a dare alla storia quel pizzico di brivido in più a un luogo così ammantato di lugubre fascino. In realtà siamo stati tutto sommato fortunati a trovarla deserta quel giorno (ero in compagnia di mio fratello). La posizione decentrata e solitaria in mezzo ai campi e la sua fama, rendono il Santuario della Madonna delle Vigne una meta di pellegrinaggio abituale sia per gli amanti dei tag #urbex o #abandoned ma purtroppo anche per vandali e cercatori di souvenir satanici o amenità del genere.

Il nucleo originario della chiesa risale al XVII secolo e risulta essere di dimensioni molto più ridotte rispetto a come la si vede oggi. Nei primi anni del 1700 l’abate di Lucedio, Vincenzo Grimani, ne ordina infatti l’ampliamento con l’aggiunta della “torre” a base ottagonale. Una scelta non casuale, in quanto il numero 8 simboleggia sia l’infinito sia la transizione, visto che la morte per il Cristianesimo sarebbe solo il passaggio alla vita eterna.

santuario-madonna-delle-vigne-cupola
La cupola del Santuario della Madonna delle Vigne, opera dell’architetto Scapitta

I primi problemi…

Il santuario viene dunque ingrandito; artefici del suo ampliamento sono due architetti, Antonio Bertola e Giovanni Battista Scapitta. Il secondo si occupa della costruzione della cupola. Ad appena un anno dalla sua benedizione però, il nuovo ingeniere reale nominato dai Savoia nota subito alcuni problemi derivanti dall’ ampliamento maldestro ed elenca una serie di nuovi lavori di ripristino da effettuare, dei quali si occuperà sempre l’architetto Scapitta.

Questi nota anche infiltrazioni che stanno deteriorando gli stucchi della volta e inserisce tra le cose da fare anche l’aggiunta di una abitazione per un eremita e la costruzione di un campanile. Il costo totale dei lavori ammontano a ben 2000 Lire dell’epoca, ma vengono esclusi da questi sia la casa per l’eremita sia il campanile, per cui alla fine il Santuario ne rimane sprovvisto
(diàmine!!! Che si compri un ombrello, l’eremita!!)

… e la Festa della Madonna

Secondo la tradizione, qui ogni 12 settembre si festeggia la Madonna. Fino ai primi decenni del Novecento la ricorrenza viene regolarmente mantenuta. Dal Santuario della Madonna delle Vigne si prende la statua della Madonna e portata a spasso nella vicinissima frazione di Montarolo per la benedizione delle terre. La statua risale al 1717 e viene realizzata dallo scultore Carlo Giuseppe Plura che vince una specie di appalto per la sua creazione e successivamente, grazie all’intercessione di Filippo Juvarra, diviene intagliatore reale presso i Savoia a Torino.

La festa della Madonna rimane in voga probabilmente fino al 1926 quando The Last Prince of Lucedio, Carrega Bertolini muore, donando in eredità ai due figli le grange di sua proprietà, quella di Lucedio a uno e quella di Montarolo all’altro. In quest’ultima viene portata per l’ultima volta la statua della Madonna, dove si trova ancora oggi. (La chiesa della grangia di Montarolo è privata e non è visitabile).

A questo punto il santuario cade in un inesorabile declino; sconsacrato nel 1967 viene presto dimenticato divenendo preda di vandali e vittima del tempo e dell’incuria.

santuario-madonna-delle-vigne-altare
Quello che resta dell’altare del santuario della Madonna delle Vigne

Come si vede, all’interno la chiesa versa in grave degrado e l’altare che un tempo custodiva la statua Madonna ora è preda dei vandali. Vandali canori, però visto che hanno deturpato l’alcova con una scritta inneggiante a Mietta…
(boh….)

Dulcis in fundo

Tutto sommato, la storia fino a qui non avrebbe nulla di particolare, una chiesa abbandonata, ruderi, un po’ di vandalismo… cose già sentite spesso e altrove. Ma come vi ho detto, il Santuario della Madonna delle Vigne è in realtà famosissimo e non tanto per la sua struttura o per le sue condizioni, ma per un semplice affresco. Un affresco che, nonostante tutto, si trova in realtà ancora in ottime condizioni…

organo-affrescato
l’organo affrescato tipicamente barocco con lo Spartito del Diavolo

Lo Spartito del Diavolo

Come ogni chiesa barocca o moderna vuole, sopra l’ingresso si trova sempre l’organo. Fateci caso, entrate nella chiesa della vostra città o paese, alzate gli occhi e alle vostre spalle ci dovrebbe essere un bell’organo a canne. Antico, moderno, pregiato o meno ma quello è.

– “Boia fàus! L’oma nen visase da büté dinta l’organo!” (“Accidenti! Non ci siamo ricordati di metterci dentro l’organo!”)

– “Sagrinte nen! Pìjuma düi mat da scòla e fuma disegné da lor, tant as visa gnun…” (“Non ti preoccupare! Prendiamo due bambini da scuola, lo facciamo disegnare da loro, tanto non se ne accorge nessuno…”)

Spero di averlo scritto bene ma comunque sia, in realtà non è andata così: qua entriamo nel mistero e nella leggenda… madò, sembro Giacobbo!

Intanto l’autore dell’affresco è tutt’ora ignoto. Ci sono rappresentati un organo a canne e, in basso, una decorazione con uno stemma, probabilmente dei Savoia.

In mezzo alla raffigurazione, nella mia foto quasi non si vede ma fidatevi che c’è, l’affresco ospita un breve spartito, secondo la leggenda ritenuto magico. Suonando al contrario lo spartito (uhm… questa l’ho già sentita…), si libererebbe lo spirito di un demone tutt’ora incarcerato secondo il 41bis nella cripta della vicina Abbazia di Lucedio.

A quanto pare, intorno al 1600 circa, alcuni monaci amanti dell’esoterismo avrebbero evocato il diavolo durante una messa occulta nel vicino cimitero della Darola, oggi abbandonato (fotografato durante lo stesso giro con mio fratello, vi farò vedere pure quello). Purtroppo però non avrebbero fatto bene i conti con l’oste e il demonio avrebbe iniziato a perseguitare monaci e suore dell’abbazia di Lucedio. Nel 1784 papa Pio VI avrebbe mandato un esorcista che, “con la sola imposizione delle mani ti ungo giacca e cravatta” (-ndr) avrebbe sconfitto il demone, chiudendolo nella cripta dell’abbazia con conseguente toppa libera tutti! Yeeeeeee

santuario-madonna-delle-vigne-03

Per festeggiare, l’esorcista avrebbe poi composto il celebre spartito che, leggenda vuole, sia quello conservato nell’affresco del santuario della Madonna delle Vigne.

Ora, questa è una leggenda. Diciamo però che, per non saper nè leggere nè scrivere, io lo spartito non lo suono. Metti maaaai che poi inavvertitamente, passo di lì di nuovo e suono il clacson al contrario eseguendo le note dello spartito. Metti maaaai che innesto a cazzo le marce del cambio con una successione tale che poi il diavolo si sveglia e per scherzo mi sputtana la centralina della macchina o mi rovina con un rutto infernale l’iniezione meccanica della Rekord…. no eh, che poi sono io che comincio a bestemmiare per trovare i ricambi!

Che poi ora che ci penso, non è che per caso lo spartito del diavolo suonato al contrario è in realtà una canzone di Mietta???????

Ecco perchè il suo nome compare scritto nell’altare!!! Se suonate lo spartito al contrario altro che diavolo!!! Saltano fuori Mietta e Minghi che vi tortureranno a vita con l’infernale Trottolino Amoroso DU-DU DA-DA-DA!!!!

Anzi!!!

AD-AD-AD UD-UD osoromA onilottorT!!!!

NOOOOOOOOOOOOOooooooooooooo!!!!!

Informazioni

Vista la vicinanza a Trino, per i bnb di oggi vi rimando al post sulla centrale termoelettrica dove trovate i 3 luoghi dove dormire, anche perchè non è che la zona pùlluli di alberghi. Chi invece volesse approfondire seriamente l’argomento del santuario invito a leggere il trattato storico sul sito Piemonte Fantasma, fonte di grande aiuto per questa ricerca

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

2 thoughts on “Il Santuario della Madonna delle Vigne, Trino (VC)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *