Romagnano Sesia (NO): S. Martino di Breclema

Lungo la via degli outlet, una piccola chiesa romanica dalla storia antichissima…

Oggi si va a Breclema o meglio, quel che resta dell’antico castrum di Breclema, un villaggio fortificato completamente distrutto nel XIV° secolo del quale oggi rimane solo la chiesa, poco fuori Romagnano Sesia

L’idea in realtà, in quel caldo sabato tardo settembrino era di sgranchire le ruote della Rekord portandola a fare un giro a Varallo, località da sempre lontana rispetto ai soliti giri e che invece ho rivalutato totalmente negli ultimi tempi. Poi però, passando da Ghemme ho notato il cartello che indicava questa chiesa antica e ho modificato l’itinerario per andare a vederla.

Intanto l’impatto scenografico è quantomeno contrastante: la chiesa si trova in una via laterale che costeggia l’interminabile fila di outlet, ristoranti, negozi e fabbriche che si si sono accumulati lungo la statale che collega Ghemme a Romagnano Sesia. Trovarsi di colpo questa chiesa millenaria in mezzo al progresso post-industriale fa un po’ specie.

La chiesa romanica di S. Martino di Breclema a Romagnano Sesia

Non solo la chiesa ma tutta la zona circostante presenta ancora alcune testimonianze dell’importanza strategica che aveva il sito in epoca antica. Vicino a S. Martino vi sono i resti delle mura del “Castellazzo”, i ruderi della chiesa di S. Martino (XII° secolo), mentre a Romagnano Sesia si possono vedere il ponte medievale e la “Cantina dei Santi”, ma di tutti questi parlerò nei prossimi post.

Lato Sud della chiesa romanica di S. Martino di Breclema

Molto interessante la storia della chiesa: secondo le fonti il castrum di Breclema esisteva già nell’antichità, era abitato da una 60ina di famiglie dipendenti dai conti di Biandrate; in seguito a un accordo tra il podestà di Novara, Guido da Pirovano (che per privacy chiameremo Johnny) e il comune di Romagnano Sesia, il castrum venne raso al suolo poichè ostacolava l’espansione del dominio di Novara verso la Valsesia e le famiglie sfollate probabilmente verso nord.

La struttura originale e le trasformazioni nei secoli

La chiesa, unica superstite da questa epurazione territoriale ha subito molte modifiche e rimaneggiamenti, non sempre felici ma che le hanno permesso di arrivare sana e salva fino ai giorni nostri. E’ stata frutto di numerosi scavi archeologici che hanno riportato alla luce la sua storia poco conosciuta e travagliata, prima fra tutte l’esposizione Est-Ovest.

Fondamenta delle absidi originali

Se la struttura generale ha conservato principalmente le caratteristiche originarie, l’orientamento ha invece subito una modifica di 180° (probabilmente avvenuta nel XVI° secolo), infatti davanti a quella che è l’odierna facciata si possono vedere le basi dei due absidi originali a dimostrazione dell’antica origine romanica della chiesa.
Senza fare pippòni storico-religiosi, moltissime chiese antiche avevano l’abside orientato verso Est, dove nasce e risorge il sole, parallelamente al fatto che il cristianesimo si basa sulla nascita e sulla resurrezione di Gesù. Tale suggerimento pare arrivò ufficialmente da Papa Silvestro II, studioso di matematica, geometria e astronomia (il classico secchione dell’epoca) che in una sua bolla aveva indicato questo tipo di orientamento poichè l’oriente, punto in cui sorge il sole, è considerato la pars familiaris, in contrapposizione alla pars hostilis e cioè le tenebre dell’occidente e del tramonto.
Come vedremo poi nei prossimi post edificare le chiese esattamente rivolte a est non era sempre facile, anche a causa delle difficoltà geografiche o geologiche di un dato luogo per cui, con la classica risolutezza italica, le chiese venivano spesso orientate dove nasceva il sole in quella data zona, sì a est, ma non proprio in maniera precisa (in barba al papa secchione).

Campanile
Interno del Campanile

antichi dialoghi nell’italiano del tempo…

Tornando alla nostra chiesa di S. Martino “Rovesciato” di Breclema, per molti secoli non si hanno grandi notizie se non quelle dello stato di trascuratezza nella quale vive.
In un documento vintage del 1617, viene ufficialmente intimato al parroco don Frank Sirone di porre fine al degrado ecclesiale del luogo. Ecco il testo originale:

Li muri di questo Oratorio imbrattati di fumo per il fuoco in esso fatto e con le pitture, et
scritte indecenti fatte col carbone, si faccino di subito rimbiancare, et levare l’indecenza.
Alii usci di detto Oratorio se non vi sono le ante, ne si faccino far subito aggiungendovi
la serratura con la sua chiave, et si tenghi del continuo serrato a chiave, havendolo però
fatto ben nettare dall’immondizie, che dentro vi hanno fatto le bestie

Nonostante l’offerta che don Frank Sirone non ha potuto rifiutare, la situazione non è che sia migliorata poi molto. Tanto che nel 1643 il successore, don Ambrogio Spiders (al secolo don Ambrogio Ragni), chiede umilmente al Vescovo di mettersi una mano sulla coscienza e una nel portafoglio per porre rimedio allo stato precario della chiesa in un accorato appello:

La chiesa campestre dedicata a San Martino, quale per le disgrazie accadute nel trascorso del tempo sì di contaggio come di guerre, è andata in qualche parte demolita in
modo che più in quella si celebrano, ma era però tenuta sempre in qualche venerazione,
anzi ogn’anno nel tempo delle Rogazioni in quella si fano le dovute orationi processionalmente con ogni honorevolezza
“.

Finestra per elemosine

Il cavaliere senza macchie e senza paura a Romagnano Sesia

Questo dimostra come si volesse ridare dignità al luogo di culto, già malversato non solo dal degrado ma anche da guerre e pestilenze.

Il 30 aprile del 1524, proprio qui nei dintorni, si combatte un’aspra battaglia tra l’esercito francese di Francesco I e quello spagnolo di Carlo V, che vede tramontare le gesta di Pierre Terrail de Bayard, il celebre “cavaliere senza macchia e senza paura”.
E come potrebbe mai avere avuto macchie!! Sfregolando tutti i giorni il nuovo Chantecler all’essenza di rabarbaro e bitùme, la sua armatura risplendeva accecando inesorabilmente tutti i nemici. Purtroppo però quel giorno qualcosa dev’essere andato storto; forse aveva finito lo Chantecler, non lo sapremo mai, fatto sta che al 39° del secondo tempo della singolar tenzone, il buon Piero viene archibugiato alla schiena… oops!
Portato fuori dai barellieri, poco prima di perire, chiede all’arbitro di visionare al Var il colpo a tradimento per far espellere il turpe malcreato archibugiere spagnolo e chiedere lo 0-2 a tavolino [fonte screditabile].

E se tutto questo già non bastasse, la chiesa viene pure adibita a lazzaretto durante la peste del ‘600, documentata sempre dal simpatico don Frank Sirone in un documento in cui si attesta la presenza dei bubbòni in zona tra il settembre 1630 e l’aprile dell’anno successivo.

Antiche sepolture

S. Martino di Breclema oggi

Da allora e fino a metà Novecento le notizie iniziano a scarseggiare, la chiesa perde via via di importanza fino al suo totale abbandono, fatti salvi alcuni piccoli lavori di manutenzione. Poi finalmente, a fine anni ’90, viene restaurata in maniera importante ricevendo le attenzioni degli archeologi che riportano alla luce reperti, oggetti e sepolture che permettono di ricostruire definitivamente la storia del sito e vedere le varie modifiche strutturali succedutesi nel corso di questi secoli.

S. Martino di Breclema vale dunque una gita, potreste approfittare dei saldi accalcandovi come subdole faìne in uno dei tantissimi outlet tra Romagnano Sesia e Ghemme lì vicino ed immergervi nella storia millenaria leggendo questo post quando sarete in coda fin dalle 3 del mattino per il nuovo iPhone43 e, se proprio avete bisogno di mobili, potrete pure andare al Jisk lì in zona, che ci lavora mio nipote. Ditegli che vi manda don Frank Sirone e lui vi farà delle offerte che non potrete rifiutare…

Informazioni per il viandante

DOVE DORMIRE:
Infine per l’angolo pubblicitario, i 3 bnb arbitrari e casuali di oggi sono la tranquillità campagnola del BNB in via Mauletta, che può ospitare ben 6 ospiti, la stanza privata superhost Ca’ dal Sella e, con 5 stellette, l’attico a due livelli in pieno centro a Romagnano Sesia.

Opel Rekord e chiesa

Buon viaggio e appuntamento a giovedì con la cartolina della settimana!

COME ARRIVARE:
Località: Romagnano Sesia (NO), lungo via Novara, che collega Romagnano con Ghemme, Svoltare sulla destra in via S.Grato, all’altezza della rotonda del McDonald.
Parcheggio lungo la strada

[Tutte le fotografie presenti in questo post sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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