Il ricetto di Recetto (NO)

Con le cartoline in bianco e nero del giovedì vi porto a vedere il ricetto di Recetto. Sembra più un gioco di parole, esiste davvero un paese che si chiama Recetto e anticamente ha avuto pure un ricetto. Certo non è famoso nè grande come quello di Candelo o di Ghemme, anzi! A dire il vero non è che ci siamo molto più ricetto a Recetto…

Un ricetto fantasma…

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ingresso al ricetto di Recetto

Scherzi a parte, dell’antico nucleo medievale di questo piccole paese a ovest di Novara rimane effettivamente ben poco. Eppure Recetto è protagonista di un evento a suo modo storico. Il  2 dicembre 1427, i Visconti di Milano cedono il territorio di Vercelli ai Savoia. E tutte le beghe legali, i diritti di confine etc… si codificano il giorno stesso proprio qui nel castello di Recetto, a testimonianza dell’importanza di questo sito di confine tra i due regni. All’inizio non si fa menzione del castello di Cassinale, un nucleo fortificato a pochi metri da Recetto, che si aggiunge ai possedimenti dei Savoia solo anni dopo.

La storia di Recetto s’ingarbuglia agli inizi del ‘500 quando irrompe sulla scena il nobile Mercurino Arborio di Gattinara il quale, per ricompensa dell’opera svolta a favore della Casa Imperiale d’Asburgo, ottiene dall’imperatore Massimiliano una bella carriolata di diritti feudali su numerosi territori, tra i quali anche Recetto. Dovendo fare un inventario di tutti i beni avuti in possesso si capisce anche in cosa consista il ricetto di Ricetto intorno al 1515. Secondo il documento il ricetto è costituiti da un recinto in muratura, circondato da fossato e con un torrione presso la porta d’ingresso e con all’interno 13 case coerenti fra loro, e due vie, la “plathea castri” e la “fovea castri”.

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le mura del ricetto di Recetto

Decadenza e vita nuova

Nel XVI secolo il castello viene distrutto dagli Spagnoli già che passavano di lì, mentre due ricognizioni avvenute nel ‘600 raccontano di un ricetto in mutamento. Ci sono ancora case, ma anche spazi vuoti, canapifici, cantine e magazzini segno che stanno cominciando ad andare in rovina. La situazione è confermata in due ricognizioni del 1666 e 1684. “un sito tutto distrutto ecetto una Casa della Compagnia di Santo Spirito ove si fà annualmente la Carità, a quale coherentiano la roggia del comune tutto all’intorno“. Questo è quanto certifica la seconda visita.

Oggi quello che si vede del ricetto di Recetto è praticamente la stessa cosa. Tutta l’area interna è stata ripulita e trasformata in giardino pubblico. Restano ancora le mura perimetrali e un edificio antico di difficile datazione. Ha muri in mattoni pieni e pietra, sviluppato su tre piani collegati da una scala interna.

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l’interno del ricetto di Recetto, trasformato in area verde pubblica

Insomma, praticamente non c’è più ricetto a Recetto… ops! Se volete leggervi la sua storia travagliata vi rimando al sito ufficiale del Comune. Io vi aspetto invece lunedì con un nuovo racconto qui su Piemonte In Opel. Arvèdze!

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel, 2020]

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