I resti della pieve di San Secondo, Dorzano (BI)

Per le cartoline in bianco e nero del giovedì, oggi torniamo in provincia di Biella, per andare a vedere un bel mucchietto di ruderi antichissimi. Vi anticipo già che da vedere non è che ci sia molto. I resti della pieve di San Secondo, a Dorzano (ma sarebbe meglio dire a Salussola), sono solo più le fondamenta dei muri che costituivano questa antichissima chiesa paleocristiana.

Müch ‘d peri dal IV secolo!

Non sono per nulla valorizzati, tanto che pur avendo fatto quella strada centinaia di volte, non mi sono mai nemmeno accorto della loro presenza, nè tantomeno mi ero mai fermato, visto che c’è solo un piccolo cartello indicativo. Anzi! Ammetto che solo grazie all’idea di PiemonteInOpel ne ho scoperta l’esistenza e, approfittando della compagnia di mio fratello, l’ho finalmente trovato e fotografato. La povertà dei resti è inversamente proporzionale all’importanza che il luogo ha avuto nell’antichità.

resti delle mura della pieve di San Secondo
resti delle mura della pieve di San Secondo
cartello guida
il cartello guida in loco con la planimetria e la storia della pieve

La pieve di San Secondo e i Vittimuli

Siamo in frazione San Secondo, tra i paesi di Dorzano e Salussola, nell’omonima valletta. I due paese sono attraversati dalla sottile provinciale asfaltata che ripercorre il tracciato di un’antica strada romana. In effetti proprio qui abitavano i Vittimuli, una popolazione indigena (poi annessa dai Romani) che sfruttava le risorse aurifere del fiume Elvo e della Bessa.

L’importanza del luogo è suggerita anche dalla presenza di ben tre pievi nel giro di pochi km. di distanza. Una la conoscete già, è quella di S. Pellegrino di Puliaco, che vi ho raccontato tempo fa. Poi c’è quella di San Pietro Levita (ricostruita in forme barocche ed annessa all’omonima cascina) e infine questa.

Tre pievs is mej che one!

La pieve di San Secondo è la più antica pieve del Biellese. I numerosi scavi archeologici hanno chiarito la sua nascita intorno addirittura al IV secolo, probabilmente tra il  tra il 345 e il 371 d. C., sul luogo del martirio di un soldato tebeo di nome Secondo. Due lapidi, di cui una andata perduta e l’altra conservata nel Museo del Territorio di Biella, datate VI secolo ne attestano l’esistenza. Nel VII secolo qui viene traslato il corpo di Pietro Levita (collaboratore di Papa Gregorio I) direttamente da Roma, a testimoniare ancora una volta l’importanza di Vittimulo e della Pieve di San Secondo.

resti dell'abside
resti mura pieve
Nelle due foto i resti delle mura. Il paese di San Secondo sullo sfondo

Il periodo successivo, tra i secoli VIII e IX, è contraddistinto da numerose guerre e saccheggi che portano alla distruzione di Vittimulo e anche della stessa pieve. Questa viene ricostruita e ampliata in epoca medioevale. Secondo gli studi archeologici i resti che si intravedono oggi sono quelli della pieve al tempo della sua ricostruzione, un edificio a tre navate con abside a ferro di cavallo che ha mantenuto il suo nucleo originario.

Declino e oblìo della pieve di San Secondo

Con il tempo la Pieve di San Secondo perde di importanza e cade in un declino assoluto. Verso la metà del XIII secolo i diritti plebani passano alla chiesa di San Pietro di Cavaglià. Successive guerre e saccheggi, tra il XIV e il XVI secolo la portano al degrado completo fino al 1606 quando viene demolita e i materiali vengono impiegati per la chiesa parrocchiale di Salussola Monte (la chiesa dell’Assunta, presente anche lei qui su PiemonteInOpel.

Tornando a noi, mi rendo conto che questi “müch ‘d peri” come li chiamerebbe mio padre interessano probabilmente a nessuno. E so benissimo che le nostre amministrazioni non abbiano la minima intenzione di investire soldi che già mancano in progetti di ripristino locali. Peccato però. Perchè ripulendo la zona, con un bel prato curato, qualche faretto e un cartello ben messo, si ridarebbe lustro a un luogo antichissimo, dalla storia ricca ed importante, attirando magari qualche turista in più nel Biellese.

opel rekord dorzano
una Rekord a San Secondo

Appello inutile

Praticamente di fronte ai resti della Pieve di San Secondo c’è un altro rudere, anche questo meritevole di ripulitura e indagini (ve lo mostrerò poi). E poi San Pellegrino di Puliaco non è così lontano. Salussola diventerebbe chissà, un area archeologica di grande pregio e attrattiva, vista anche la grande quantità di reperti recuperati.

Forse.

Informazioni

Da Salussola, poco prima del semaforo, svoltare a destra in direzione San Secondo. I ruderi si trovano sulla sinistra, appena dopo il laghetto Marinella (circolo di pesca). C’è un cartello guida visibile dalla strada che indica il punto dove si trovano i resti.

Accesso libero.

Se volete saperne di più vi rimando all’ottimo sito Salussola.net dove ritroverete non solo la pieve di San secondo con tantissime informazioni in più, ma un completo racconto e guida del paese di Salussola e i luoghi da scoprire.

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel, 2020]

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