I resti della pieve di S. Pellegrino di Puliaco (BI)

“… ‘i sun mach an müch ‘d peri…”

Non so se l’ho scritto in corretto biellese ma è quello che direbbe sicuramente mio papà se gli facessi vedere queste foto. In effetti non ha tutti i torti. Quello che rimane dell’antica pieve di S. Pellegrino di Puliaco, nei dintorni di Salussola sono in effetti solo un mucchio di pietre, per altro non molto ben visibili. Oggi questa antica chiesa è protagonista della consueta rubrica del giovedì, con le foto sbiadite in bianco e nero.

Foto che risalgono a quest’inverno, durante un bel giro nella “Bassa” in compagnia di mio fratello. Abbiamo appena finito di vedere i ruderi della chiesa paleocrstiana della vicina Dorzano quando lo convinco ad aiutarmi a cercare i resti di questa chiesa. C’è ancora luce a sufficienza e un po’ di sole per cui deviamo scendendo da Salussola verso Massazza e la pianura.

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Nascosti dalla vegetazione, i resti della Pieve di S. Pellegrino di Puliaco

Quanta vita a Puliaco!

Puliaco è una borgata che oggi non esiste ma più o meno, grazie a un paio di foto, ho una vaga idea di dove si trovino i ruderi la chiesa. Curiosamente, appena parcheggiata la Rekord, incontriamo due studentesse che stanno preparando una tesi su Salussola e ci chiedono informazioni proprio sulla pieve di S. Pellegrino. Uniamo le forze per cercare insieme i resti. In realtà, soprattutto in inverno, con la vegetazione meno fitta è facile trovarla.

In un campo, non lontano da un cascinale, svetta una specie di albero in mezzo al nulla. Albero che poi non è perchè è semplicemente il campanile della pieve nascosto dall’edera rampicante. In effetti è l’unica zona verde in un mare di rami risnsecchiti… evidentemente là sotto si cela qualcosa. Addentrandoci nella fitta vegetazione troviamo infatti i vari resti dell’antica chiesa, oltre ad un simpatico cercatore di reperti armato di metal-detector.

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i ruderi del campanile della pieve di S. Pellegrino di Puliaco

Mi fa sorridere l’immagine che in un qualunque giorno di febbraio siamo ben 5 persone ad aggirarci tra i poveri resti di una sperduta e dimenticata chiesa di 1000 anni fa, in un piccolo paese della provincia. Qui le nostre strade si dividono: chi si rimette a cercare monete romane, chi studia il posto e chi si mette a fotografare il tutto.

i resti della pieve di San Pellegrino di Puliaco

Della pieve di S. Pellegrino di Puliaco rimangono i resti del massiccio campanile e le fondamenta dei muri della chiesa, che secondo gli studi doveva essere a tre navate. Si vede ancora la parte inferiore dell’abside della navata laterale a sud e un tratto di muro della facciata. Il materiale utilizzato sono i ciottoli del vicino torrente Elvo, disposti a lisca di pesce. La parte più interessante e più conservata è quella del campanile, che si può attraversare grazie al piccolo arco romanico. Sul sito Salussola.net dove trovate tutte le news sulla zona, ma anche le numerose sezioni dedicate alla parte antica del paese. Ci sono anche un paio di vecchie foto con il campanile ancora ben visibile e non divorato dalle piante. Mura spesse un metro e mezzo circa con archetti pensili e l’arco che dava il passaggio a una delle navate.

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resti dell’abside della pieve

Un po’ di storia di Puliaco e del borgo

La storia della pieve di Puliaco affonda le radici in età antica. In zona sono presenti tre pievi nell’arco di pochi km. Questa, la chiesa di S. Secondo (di cui vi mostrerò poi i ruderi) e la pieve di San Pietro, oggi incorporata nell’omonima cascina e completamente trasformata in età barocca. La pieve di S. Pellegrino di Puliaco mantiene una posizione di rilievo fino al periodo medievale, tanto da estendere la sua giurisdizione su molte chiese comprese tra Viverone e Cossato. E’ nominata in tutti gli elenchi delle pievi vercellesi dei secoli XIII, XIV e XV

Agli inizi del ‘300 però le continue guerre tra Guelfi e Ghibellini colpiscono inevitabilmente anche questa zona e l’abitato di Puliaco viene progressivamente abbandonato. Anche la pieve di S. Pellegrino segue lo stesso destino, cadendo nell’oblio, venendo aggregata nel 1413 sotto la chiesa di S. Maria Assunta di Salussola. La pieve viene utilizzata poi solo durante la festa di S. Pellegrino fino alla distruzione pressochè completa compiuta dalle bande del mitico Facino Cane (ve lo ricordate? Vi avevo narrato le gesta qui).

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interno del campanile della pieve

Informazioni

Insomma, se vi piacciono i ruderi nascosti questo è il luogo che fa per voi. Ed è solo uno dei numerosi siti storici che circondano l’abitato di Salussola, ricchissimo di antica storia locale. Quanto a me vi saluto e vi dò appuntamento a lunedì prossimo. Ora che sono finite le vacanze è tempo di andare a visitare nuovi mucchi di pietre 😉

  • Come arrivare: strada provinciale per Massazza, in direzione nord-est, oltre il sottopasso ferroviario, in un bosco di acacie, a sinistra del cascinale.
  • Parcheggio: sulla strada
  • Accesso: libero

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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