Naviledo (VB) – Quattro passi a…

L’anello di Montecrestese

Oggi torniamo nel Verbano, vicino Domodossola per visitare il piccolo borgo di Naviledo, all’interno di un anello costituito da diversi paesini che fanno capo al comune principale di Montecrestese.

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Molto interessante questa zona dell’Ossola che, nel giro di una giornata si può visitare liberamente e in tranquillità, magari approfittando di una bella giornata di sole. Si può arrivare da Sud, da Masera oppure da Domodossola. Partendo proprio da Masera, si inizia questo “anello” stradale che dalla frazione di Roldo, si inerpica passando da piccolissimi borghi antichi, come Giosio, Oro, Naviledo e Altoggio (il borgo più elevato). Poi si continua scendendo a Nava, Lomese e Chezzo. Si giunge dunque al centro principale di Montecrestese, Chiesa. L’anello si conclude tornando a Roldo.

Naviledo Superiore o Inferiore?

Volendo c’è tantissimo da vedere o molto poco, dipende dai gusti. Per iniziare oggi facciamo quattro passi nel borgo di Naviledo, che gode di una splendida esposizione al sole e una bella vista su tutta la valle dell’Isorno.

Il nome Naviledo deriva dalla piantagione di nuove vigne, dette “novelle”. In questa zona infatti, l’ottima posizione permette la coltivazione di vigne molto estesa. Non mancano però gli spunti architettonici e storici. Tra i numerosi borghi antichi di questo anello, Naviledo è uno dei più ricchi. C’è un piccolo parcheggio lungo la strada che divide il borgo in due parti, Naviledo Superiore e Inferiore. Le parti più interessanti sono in quella superiore del paesino ossolano. Qui si trovano diverse abitazioni antiche in pietra, di origine medievale, risalenti al XIII/IV secolo ancora integre e numerose case in pietra con il solaio aperto, dove un tempo si facevano essiccare le derrate e persino l’uva.

Cosa vedere

La parte più elevata del paese sembra la più antica, e pure più inutilizzata che viva anche se non mancano due costruzioni fondamentali per la vita sociale di un piccolo borgo in altura: il forno in pietra e il lavatoio. Secondo le consuetudini del borgo qui le famiglie si accordano per l’utilizzo del forno, potendo far cuocere il proprio pane senza far raffreddare il forno, utilizzandolo diverse volte all’anno.

lavatotio in pietra
forno in pietra
nella foto sopra il lavatoio in pietra. Qui sopra il forno per il pane

Un altro punto di ritrovo importante è la fontana in pietra, vicino alla quale c’è anche il lavatoio di fine Ottocento (1871), coperto da una volta. Durante un periodo di siccità e non avendo sorgenti a disposizione, gli abitanti di Naviledo hanno costruito un piccolo acquedotto in modo da poter avere acqua a sufficienza per il borgo. La presenza della fontana e del forno per il pane sono due costanti tipiche di questi piccolo borghi e rappresentano anche un punto di ritrovo e aggregamento per i pochissimi abitanti rimasti.

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salendo all’oratorio di S. Rocco

Non manca ovviamente la chiesa, in questo caso l’oratorio di San Rocco, costruito probabilmente in occasione della peste del 1513 e poi modificato successivamente. Quella che vediamo oggi è la struttura definitiva, modificata dopo una visita pastorale del 1690.

Ciao Naviledo!

Mi godo ancora un po’ il sole di questa splendida giornata e poi mi rimetto in cammino. C’è ancora parecchio da vedere e probabilmente ci dovrò pure tornare, ma intanto ho scoperto un piccolo angolino tranquillo e immerso nel verde che so che mi sorprenderà ancora in futuro!

Cercherò di mostrarvele tutte ma intanto potete dare un’occhiata al sito ufficiale che cura e racconta le frazioni intorno a Montecrestese. Qui trovate foto, informazioni e storia e suggerimenti per farvi quattro passi tra questi antichi borghi in pietra

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Anche per questo lunedì è tutto. Prossimo appuntamento? Ovviamente giovedì con le cartoline in bianco e nero!

Arvèdze!!

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel, 2020]

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