Piverone (TO): Le Torri

Il borgo sulla Serra d’Ivrea

Oggi siamo a Piverone, un piccolo paese del Canavese sulla via Francigena, a pochi km da Ivrea, adagiato sulla celebre e antichissima serra morenica che il viaggiatore può cogliere già da molta distanza ergersi come un lungo e naturale baluardo che divide la pianura vercellese dalle zone collinari e prealpine di Biella e della Valle d’Aosta.

Per chi è della zona la “Serra” è un luogo famigliare, con la sua lunga linea inconfondibile che tiene compagnia per circa 20 km da Andrate fino al Lago di Viverone. Questa verdeggiante formazione di origine glaciale, dove oggi i vitigni locali trovano un ideale balcone soleggiato, è la più grande in Europa… insomma, un piccolo ma lungo tesoro naturale che si trova nella nostra regione. E Piverone è uno dei numerosi paesini che si trovano lungo questa interminabile lingua di terra del quaternario.

Passando da Viverone e andando verso Ivrea lungo la statale principale la si vede bene, Piverone è lì tranquilla sulla destra, in posizione sopraelevata e, specie nelle belle giornate di sole, ti invoglia a fare una deviazione per andare a farci un giro e visitarla.

Piverone vista dal campanile di San Pietro

Un’ etimologia vivace…

L’origine del nome è curiosa. A quanto pare, in epoca romana, la zona di Piverone era parte di una fattoria posseduta da un proprietario dal carattere pepato. Da qui deriverebbe “Villa Piperonis”, la denominazione territoriale della zona. Nel 1614 un documento ufficiale cita l’esistenza di un gonfalone civico descritto come “arbore di pevero verde con frutti in campo d’oro“. Pevero significherebbe pepe, che in latino si dice “piper”.
Dunque tutto torna, ma io preferisco la mia versione etimologica. Da bambino, si sentiva spesso usare l’espressione “non fare la piva” cioè non fare il lagnoso, il lamentoso… essendo i paesi di Viverone e Piverone molto vicini, ero convinto che a Piverone abitassero le persone tristi e lagnose, che quindi non potevano stare a Viverone perchè a Viverone c’è il lago e lì la gente è allegra e a Piverone invece no.

Sia quel che sia, la zona intorno a Piverone ha una storia antichissima. Già prima dei romani ci sono stanziamenti di popolazioni locali, mentre con i romani si ha un’urbanizzazione più decisa, vista la vicinanza con la Bessa, dove per almeno tre secoli si estrae l’oro dai torrenti Elvo e Olobbia. La vera svolta però avviene attorno all’anno mille.

il borgo di Piverone

Millennio nuovo, borgo nuovo: nasce Piverone!

Vi ricordate quando vi avevo raccontato la nascita dei cosiddetti “borghi franchi”? Nel post su Bollengo potete ritrovare la spiegazione… anche il borgo di Piverone (che dista pochi km da Bollengo) nasce in maniera analoga. Il 1 dicembre 1202 il comune di Vercelli, che vuole proteggersi dalle mire espansionistiche di Ivrea, crea il nuovo borgo franco di Piverone. Ovviamente fortificato e ben protetto accoglie le popolazioni dei vicini villaggi di Livione, Palazzo e Unzasco (l’odierna Anzasco). La conseguenza è che anche questi villaggi vengono abbandonati e poi distrutti. Come nel caso del Ciucarùn però alcuni ruderi si salvano e si possono però ancora vedere oggi.

Uno di questi, ad esempio, è la torre di San Pietro di Navione. Si trova poco fuori dal centro vero del paese e oggi è inglobata in una proprietà privata. La torre di San Pietro è in realtà quello che rimane del campanile della chiesa romanica di San Pietro di Navione nella quale sono stati rinvenuti diversi oggetti preistorici tra i quali due forme di fusione per gladi, oggi conservati presso il Museo Archeologico di Torino. Del campanile romanico oggi rimangono circa due piani e mezzo e all’interno si trovano tracce di affreschi quattrocenteschi attribuiti a Domenico della Marca d’ Ancona.

Torre o campanile di San Pietro Navione
particolare del campanile romanico di San Pietro

La Torre-Porta campanaria

Entrando invece in paese, troviamo un classico dei piccoli borghi medievali, le torri-porta. Quella di Piverone è molto ben conservata, risale al XIII secolo, costituita da due arcate di ingresso, una carraia (visibile in foto) e una più piccola pedonale (oggi inglobata negli edifici civili), entrambe dotate di ponti levatoi per meglio controllare l’accesso al borgo. Pur conservando gli elementi tipici del medioevo come le feritoie e gli archetti pensili, ha subito alcune modifiche, come l’aggiunta dell’orologio e della copertura.

La torre-porta campanaria di Piverone
La torre-porta campanaria
L'interno della torre-porta di Piverone

Dalla parte opposta del paese, nell’odierna via Torrione, era presente un’altra torre-porta, abbattuta però nel 1750. Ops…

La torre d’Angolo Nord-Est

Alla siderale distanza di 90 metri dalla torre-porta, in piazza Lucca si trova la torre d’Angolo Nord-Est. Utilizzata anticamente come carcere e poi inglobata in un antico palazzo che ospitava le scuole, oggi si trova solitaria nella piazza a controllare le auto parcheggiate lì di fronte. Se ho visto bene oggi ospita un ufficio di informazioni turistiche.

La torre d'angolo di Nord-Est in piazza Lucca a Piverone

Ci sarebbero ancora due torri da farvi vedere, una però si trova all’interno di una proprietà privata: è la torre d’angolo di Nord-Ovest, chiamata anche di San Giacomo. Costruita con base circolare come la torre di Nord-Est qui sopra, ha decorazioni con archetti pensili e merlature a “coda di rondine” tipiche dei ghibellini.

L’altra è stata inglobata nell’abside della chiesa dell’Immacolata, in centro al paese, in via Flecchia. Parte delle merlature si vedono ancora lungo i muri della cappella della chiesa, ma si può vedere meglio da più lontano, dalle vie sottostanti di accesso al borgo.

Le attrattive di Piverone non sono finite, più avanti vi mostrerò il Gesiùn, che per tanti mesi ho utilizzato come foto di copertina del sito, accanto alla Rekord. Ma se intanto volete farvi un giretto in questo piccolo e ridente paese, magari passeggiando lungo la via Francigena e sorseggiando un po’ di buon vino locale, troverete sicuramente degli angoli suggestivi che meritano una sosta.

Informazioni

A questo punto eccovi 3 bnb a caso dal sito di Airbnb. Per chi vuole restare in paese c’è Cascina Novello, da Elena. Poco più lontano, ad Anzasco c’è un intero appartamento a 50 metri dal Lago di Viverone, da Giulia. Se invece volete rimirare il paesaggio offerto dalla Serra allora potete andare poco distante, ad Azeglio presso Cascina Iside di Riccardo.

Anche per questo lunedì è tutto. L’appuntamento è come sempre per giovedì con le foto sbiadite!

Arvèdze!

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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