Pieve di San Pietro, Volpedo (AL)

Oggi torniamo in quel di Volpedo per ammirare un gioiello di questo paese dell’Alessandrino: la pieve romanica di San Pietro.
Risale al X secolo, citata in un documento del 965, ma in realtà quello che vediamo oggi è frutto di un grande rifacimento avvenuto nel XV secolo. Della parte originaria infatti rimane solo l’abside superstite, la sommità della parete di fondo della navata centrale e un tratto della parete della facciata settentrionale.

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Come abbiamo visto nelle cartoline in bianco e nero Volpedo conserva ancora le caratteristiche del castrum medievale, con le mura antiche ed il castello e la pieve di San Pietro assume un ruolo fondamentale dal punto di vista religioso grazie al titolo di “Best Pieve of The Valley, 965”. In effetti, se Volpedo è un luogo di transito importante per chi si dirige verso Tortona dalle valli circostanti, anche la pieve rappresenta uno snodo per la proliferazione religiosa, anche se già nel X secolo iniziano a comparire chiese e pievi minori nelle zone circostanti.

Volpedo nella storia

Il destino della pieve è legato inevitabilmente a quello di Volpedo che viene contesa durante le guerre tra guelfi e ghibellini agli inizia del XIV secolo. Nel 1412 il paese viene donato a Perino Cameri, un condottiero pluripremiato da Filippo Maria Visconti per i suoi servigi al casato milanese. Non una medaglia, non due, non una jacuzzi con idromassaggio e schiavi autoventilanti ma ben un intero paese!! (ciàpa lì!). Con la successiva morte del buon Perino, Volpedo passa sotto l’egida della Fabbrica del Duomo di Milano, l’ente creato nel 1387 da Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano, per la progettazione e costruzione del Duomo.

Grazie però a questo passaggio, Volpedo acquista una serie di privilegi e franchigie che permettono di prosperare evitando troppe ed estenuanti tasse e balzelli. Ad esempio, il pizzo di 200 fiorini dovuto alla Fabbrica del Duomo viene sostituita con un pagamento basato sui prodotti agricoli della campagna.

Genesi della Pieve di S. Pietro di Volpedo

Quanto alla pieve di San Pietro a Volpedo, in questi secoli viene parzialmente ricostruita. Delle tre absidi originali rimane solo quella centrale, mentre una delle laterali viene sostituita da una sacrestia. I numerosi affreschi al suo interno risalgono al periodo del rifacimento e, secondo gli storici, appartengono a mani e botteghe diversi.

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affresco dell’abside attribuito alla bottega Boxilio

Gli affreschi nell’abside, sarebbero opera dei fratelli Manfredino e Franceschino Boxilio, titolari di una rinomata bottega di Castelnuovo Scrivia, la Boxilius & Co.
“Vuoi un affresco con cartiglio? Chiedi solo ai fratelli Boxilio!” “Boxilio, affreschi dal 1400! Per la tua casa, la tua bottega di fiducia!” (con emoticon del pollice su).

Così recitano alcune pubblicità del periodo.. forse..

Affreschi come se piovesse

Nella parte inferiore c’è tutta la schiera degli Apostoli in mezzo al quale spunta, in una nicchia, l’affresco del Re Davide, a sottolineare la continuità tra Vecchio e Nuovo Testamento e soprattutto la funzione divulgatoria e istruttiva degli affreschi per i fedeli.

La pieve di San Pietro conserva anche numerosi affreschi sui piloni. Sono una bella collezione iconografica di ex-voto piuttosto comune e popolare (Sen Sebastiano, San Silvestro, San Bartolomeo,…) realizzata tra il XV e il XVI secolo. Alcuni di loro sono stati identificati e attribuiti a tal Antonius, che ne firma uno nel 1462. Ci sono anche una Madonna del Latte e un paio di Madonne col bambino. Quella in trono con i santi Damiano e Cosma (in versione Michael Jackson) attribuita a Giovanni Quirico da Tortona, datata 1502.

Tanti saluti da…

Interessanti ancora le numerose scritte e incisioni vintage lasciate dai pellegrini o dagli abitanti su un altare laterale, una cosa abbastanza normale da vedere nelle chiese antiche ma che se provaste a fare ora di sicuro vi lincerebbero (giustamente) tempo zero. Se spesso erano firme o scritte storicamente inutili, altre volte raccontavano anche di episodi importanti della vita di un paese, come nel caso di terremoti, inondazioni o altro..

Insomma, un giro a Volpedo vale sicuramente la pena. Già il borgo, il museo di Pelizza da Volpedo meritano, ma la pieve di San Pietro è un must per condizioni e quantità di affreschi da vedere, peraltro recentemente restaurati. Non è lontana dalla pieve di Viguzzolo, altro must che vi mostrerò poi.

Cinque stellette per Volpedo!

Dove dormire

Vi metto qui i tre bnb a caso di oggi per chi volesse pernottare in zona e girarsela con calma. Ci sono la stanza privata immersa nel verde da Tonino, ma anche l’appartamento presso in Villa Turchina nella vicina Monleale, da Graziella. Per finire la stanza privata presso La Corte Nascosta a Ca’ Barbieri da Massimo.

pieve di s. pietro volpedo

Anche per oggi è tutto. Appuntamento come sempre a giovedì per le cartoline in bianco e nero… Arvèdz e in gamba!

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel, 2020]

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