Paesi Fantasma: Leri-Cavour (VC)

Leri Cavour, e un tal Camillo Benso…

Iniziamo in bellezza questo 2021 tornando sul luogo del delitto…. Giorni fa vi avevo raccontato della centrale termoelettrica dismessa di Leri; oggi ci addentriamo ancora di più in profondità nella storia di questa piccola borgata ormai abbandonata e del suo personaggio più rappresentativo: Camillo Benso, il Conte di Cavour.

Borgo di Leri-Cavour

Partiamo dal presupposto che dover studiare a scuola tutta la storia del Risorgimento italiano è stata per me una tortura immane, uno spappolamento testicolare immane! Lo so che è stato importante per tutto quello che è successo dopo, però personalmente, tutto l’Ottocento rimane un noiosissimo mapazzòne ancora oggi indigesto. Da Cavour a Mazzini, dalla Giovine Italia alla vecchia Europa, dai mòti ai peti, dalla carboneria alla carbonara… madò che strazio, e quante insufficienze con la prof. Malinverni (chissà se è ancora viva…boh)
Ovviamente eviterò accuratamente di parlarne qui, anche perchè in realtà il periodo che ci interessa della vita di Camillo Benso (e anche un po’ Denso) abbraccia i suoi anni giovanili e arboricoli.

Ma partiamo dall’inizio… Leri esisteva già nel 1179, nominata in un documento antico come “il castrum et villa de loco Alerii“. Il borgo dunque doveva essere anche fortificato; passato a Napoleone nel 1807 venne poi acquistato nel 1822 da Michele Benso (il padre di Camillo), che trasformò Leri in un’importante azienda agricola, probabilmente eliminando gli edifici più antichi o riadattandoli alle esigenze contemporanee (oggi infatti della parte fortificata del castrum non esiste più nulla).
Nel 1835 Michele Benso, con la nomina a vicario e sovrintendente generale di politica e di polizia della città di Torino, decide di cedere la gestione della tenuta di Leri al figlio Camillo, sia per la propria ambizione ad una carriera politica di alto profilo, sia per le ovvie difficoltà di gestione non essendo più presente nella tenuta.

Grangia Leri-Cavour

Un conte agricoltore…

Il Camillo dunque s’imbarca, all’inizio un po’ titubante e pieno di rimuginamenti vari, in una nuova attività che lo porta per alcuni anni ad allontanarsi dalla vita politica, tuffandosi a pieno regime nella gestione della grangia. Sono infatti numerose le lettere scritte a parenti ed amici nelle quali espone i suoi dubbi ed incertezze relative a questa nuova vita agricola lontana dalla “stanza dei bottoni”. Lo stesso fratello Gustavo lo incita a diventare un insigne agronomo, approfittando del fatto che le sue idee politiche europeiste erano ancora lontane dal poter essere diffuse ed applicate, per cui la vita agricola avrebbe giovato sicuramente al suo fisico ma soprattutto alla sua serenità interiore.

Edificio Abbanndonato
Scuola Leri-Cavour
Particolare Scuola

Se da un lato Camillo Benso continua comunque a viaggiare in Europa, intessendo relazioni e continuando ad interessarsi alla vita politica, la gestione della grangia di Leri lo impegna profondamente, portandolo a preoccuparsi di tutti gli aspetti più pratici; le sue capacità lo portano a importanti innovazioni: è tra i primi ad impiegare su larga scala il guano, a sperimentare concimi chimici e fertilizzanti, in modo da incrementare le capacità produttive del suolo e a mutare le rotazioni tradizionali utilizzate fino ad allora, assorbendo le tecniche di coltivazione già utilizzate in altre zone della Pianura Padana, ampliando gli strumenti e i nuovi macchinari che il progresso meccanico stava mettendo a disposizione.

Interessanti anche gli spunti personali che dimostrano come lo stesso Camillo stia trovando sempre più giovamento dalla gestione in prima persona della tenuta di Leri, era infatti riconoscente a chi gli procurava l’innocente piacere degli ozi rurali e la pacifica soddisfazione di poter ammirare un campo ben coltivato od un prato coperto da foltissime erbe.

…le aie affollate, la vita fertile, la ricchezza aumentata erano il risultato di quindici anni di lotta contro la terra, contro l’acqua, contro i pregiudizi e contro la febbre….” scrive egli stesso.

…con un’immensa mazza in mano, e un enorme cappello di paglia … vado a correre nei campi da mattina a sera…” è l’immagine che egli stesso dà di sè ed entra nell’iconografia del tempo.

Leri-Cavour Borgo
Chiesa Leri-Cavour

Più Acqua per Tutti!

I tentativi di migliorare le produzioni agricole della tenuta lo convincono già dai primi anni a introdurre anche nuove coltivazioni da intervallare nelle rotazioni tradizionali, ad esempio quella della barbabietola da zucchero da affiancare alla coltivazione del riso, in modo da associare anche uno stabilimento per la raffinazione del prodotto. Dopo i primi tentativi effettuati con piccole produzioni in altre tenute di sua proprietà, come quella di Grinzane, Cavour si convince che sia possibile produrre sufficienti quantità di zucchero grezzo in modo da renderne la coltivazione economicamente valida. Per tutta la seconda metà degli anni ’30 dell’Ottocento studia e sperimenta la coltivazione immettendola nella rotazione del riso. Tuttavia però, il rischio che, in una industria ancora agli inizi, intervenisse qualche improvvisa innovazione tecnica atta a sconvolgere tutti i calcoli fatti in precedenza e che il rendimento della coltivazione non sia tale da coprire i costi di produzione lo persuadono dall’abbandonare il progetto. Solo nel 1887 in Italia nascerà l’industria dello zucchero nazionale.

Borgo Leri-Cavour

Un altro problema al quale deve fare fronte il Conte è quello dell’approvvigionamento dell’acqua per le varie tenute di sua proprietà e per il drenaggio delle risaie allagate durante la coltivazione. Per diversi anni affronta il problema cercando nuove strade e soluzioni tecniche oltre a rimanere impelagato in diverse contese giuridiche con gli altri grandi proprietari terrieri e solo nel 1853, quando ricopre la carica di Primo Ministro, troverà una soluzione definitiva con la costituzione dell’ Associazione d’Irrigazione dell’Agro Ovest Sesia, ovvero una società per la concessione delle acque attraverso la quale tutti i possessori dei beni che possono essere irrigati con acque demaniali sono uniti in società e pagano al governo un tanto per ogni modulo di acqua che si deriva dai suoi canali. Con questa soluzione, oltre a dirimere tutte le questioni tra i vari proprietari terrieri, incentivava da parte di questi una migliore preparazione del terreno e dei fossi conduttori, in modo da consumare meno acqua e da permetterne un utilizzo da un maggior numero di soci, non solo quelli più importanti.

Finalmente, il Gran Canale Cavour

Questa primo grande passo sarà una delle basi fondamentali che porterà alla nascita del Grande Canale Cavour, ideato dall’agrimensore vercellese Francesco Rossi tra il 1842 ed il 1846, e riprogettato dall’ispettore delle Finanze ingegner Carlo Noè nel 1852 per incarico di Camillo Benso. Questa importantissima opera, della quale il Conte non vide i benefici visto che morì nel 1860, ben tre anni prima che iniziassero i lavori, avrebbe trasformato completamente la geografia agricola piemontese, migliorando enormemente il progresso agricolo ed economico della zona.

Casolare abbandonato

Sono passati ormai 150 e più anni da tutte queste vicende e del borgo di Leri rimangono questi affascinanti edifici vuoti, abbandonati o murati, in attesa si spera di un ripristino dal punto di vista turistico che probabilmente non ci sarà mai. Ma finchè rimarranno in piedi saranno testimoni silenzioni di un fervente periodo di grandi cambiamenti ai quali il buon Camillo, da me mai sopportato sui banchi di scuola, ha contribuito in maniera sicuramente significativa.

Come ha dimostrato la sua vita, lavorare nei campi fa bene alla mente e allo spirito (e farebbe di sicuro bene a taaaaaaanti altri personaggi) e almeno nel suo caso, non si può certo parlare di braccia tolte all’agricoltura… bravo Camillo Benso Dunque Esisdo.

Opel Rekord Leri-Cavour

COME ARRIVARE:
Località: Leri-Cavour (VC). Lungo provinciale 1 tra Vercelli e Crescentino. Poco prima della centrale G. Ferraris svoltare a destra e prendere la strada sterrata che porta direttamente al borgo.

[Tutte le fotografie presenti in questo post sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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