Omicidio alla Cella di S. Maria, Proh (NO)

Un mistero ancora irrisolto…

Alla cella di S. Maria a Proh, i resti di un cadavere fatto a pezzi in una remota chiesa millenaria; uno strano caso per PiemonteInOpel e l’ispettore Phileasfogg. Siamo forse di fronte all’ennessimo insabbiamento perpetrato dall’ Inquisizione Novarese? La polizia brancola nel buio.

Questo ovviamente non è il set de Il Nome della Rosa, siamo a Proh. Toh’, di nuovo a Proh! Sì, esattoh! Proprio quella microscopica frazione sperduta nel novarese che abbiamo conosciuto qualche tempo fa, talmente piccola che non fa nemmeno comune, eppure nel raggio di un paio di centinaia di metri quadrati racchiude l’ormai celebre ponte medievale, una ex-importante chiesa a rischio crollo, un bel castello-confetto oggi quasi del tutto ristrutturato e la famigerata cella di S. Maria.

Abside Cella

Metamorfosi nella storia

Nata originariamente come monastero benedettino, dipendente dall’abbazia di San Silano di Romagnano Sesia, la cella di S. Maria è una delle rare testimonianze superstiti consacrate dal teribbbile vescovo Litifredo, nonno di José Maria Segafredo, importatore di oscuri chicchi profumati dal nuovo mondo e trisavolo dei cugini Antonio e Bastiano João Coimbra de la Coronilla…. y Azevedo.

Coincidenze?

Io non credo…

cella romanica S. Maria

Oggi del monastero millenario di Proh con le sue tre absidi non rimane che quella centrale, tipicamente romanica, ma è chiaro che anche ad uno sguardo disattento, l’edificio sia in realtà un omaggio alla Metamorfosi di Escher: una prima fila di ciottoli di fiume disposti a lisca di pesce lascia subito il posto a mattoni irregolari, che si trasformano a poco a poco in perfetti mattoni 2.0, trasfigurati in grosse pietre squadrate. Il turista non fa in tempo ad abituarsi alla bella fila di archetti romanici che arriva il puntuale aggiornamento a Windows Vista, col malcreato finestrone che richiede il riavvio del sistema. Quando tutto l’insieme comincia a prendere una forma definita, ecco l’ennesima metamorfosi, l’antico abside si trasforma nel tipico casolare di campagna, con porte, scale e finestre in legno.

Ma l’ispettore Phileasfogg e il socio PiemonteInOpel non sono qui per ammirare un rudere di campagna, devono indagare su un caso sconcertante: pare che all’interno dell’edificio si sia consumato un atroce delitto, molto tempo fa. In cerca di qualche traccia, entrano all’interno della cella.

Lo spettacolo che li attende è agghiacciante…

Interno camino
resti
resti

Ossa sul pavimento…

I poveri resti di un fagiano ripieno giacciono orribilmente sfigurati e smembrati all’interno della cella di S. Maria. La scientifica si affanna a recuperare delle impronte digitali ma, a parte un chiaro sentore di brodo di pollo, non ci sono tracce nè dell’arma del delitto nè di impronte digitali che possano aiutare l’indagine.

Una domanda echeggia nella stanza: PERCHE’? E soprattutto…. CHI??

In effetti sono già due domande..

PiemonteInOpel e Phileasfogg volgono attoniti lo sguardo verso la cella vera e propria, ben serrata da due inferriate. Forse lì dentro troveranno le risposte che cercano.

cella abside affrescato
Affresco absidale

In custodia cautelare da quasi 600 anni, gli indiziati giacciono nell’affresco del catino absidale di chiara scuola novarese dove sono visibili l’immagine classica del Cristo Pantocratore, i quattro evangelisti intorno e i dodici apostoli. Tutti presenti al momento del delitto. Tutti testimoni di una scena straziante.

E se fossero tutti colpevoli?

E se il fagiano ripieno fosse l’avanzo di un’ultima cena fra amici finita poi nella classica rissa del sabato sera dove alla fine ci scappa il morto?

Madò, mi sembro Giacobbo…. ma avete guardato bene gli apostoli? Avete notato gli occhi sbarrati di quello qui sotto???

Affreschi
Affreschi Santi

Dunque, chi di voi si è spolpato il fagiano?ato?

Certo, apparentemente hanno la classica faccia dei bravi ragazzi ma osservateli bene, sono tutti armati fino ai denti! Possibile che l’oste non li abbia fermati all’ingresso se non altro per disarmarli con la scusa di misurargli la temperatura?

Pesanti tomi, rami nodosi, armi contundenti e perfino un coltello ben affilato! No dico, un coltello!! Tecnicamente sono tutte papabili armi del delitto! Solo il DNA potrà svelarci la verità ma è chiaro che ognuno dei presenti avrebbe potuto tritare il povero fagiano e potrebbero avere avuto tutti un movente per farlo! Forse non avranno partecipato insieme alla mattanza pennuta ma qualcuno di loro deve pur aver visto qualcosa… Parlate, imputati!!! Chi vi manda? Chi di voi si è sbranato il fagiano??? Ahhh se parlerete! So di gente che per trenta denari sarebbe in grado di fare qualunque cosa! Figurmiamoci farsi un brasato di pennuto! Pfff!!

Siamo sulla pista giusta, maa…

AAAAAHHHH!!!!! Una luce accecante!!! Non ci vedo più!!

Affresco

Una luce divina?? NOOO! Il turpe finestrone pieno di ragnatele irrompe sulla scena: è il maledetto aggiornamento di Windows 10. Devo riavviare tutto… non ho salvato… ma porc…!!!

Ecco, ora non sapremo mai più la verità. I resti del pennuto si perderanno per sempre come lacrime nella pioggia sfamando miliardi di batteri; è il ciclo della vita e tutti saranno felici e contenti, anche se il delitto resterà impunito… un classico all’italiana.

Un nuovo amico

Resta però ancora un’ultima domanda: chi è l’ispettore Phileasfogg?? Ebbene, Phileasfogg, alias Lorenzo, è un blogger che come me ama il Piemonte e lo racconta nel suo blog, per fortuna in maniera meno prolissa del sottoscritto; potete seguirlo cliccando QUI. Mi ha molto gentilmente accompagnato in giro per il novarese a fotografare questa cella e soprattutto la meravigliosa chiesa della Ss.Trinità a Momo, praticamente un unico pazzesco affresco che merita assolutamente di essere visto (un giorno ve la mostrerò).

rudere cella

Per la cella di S. Maria di Proh che dire? A parte la storia leggermente romanzata, voglio dire un piccolo grazie ai proprietari della zona. L’affresco non si trova in una proprietà privata strettamente parlando, ma la casa che lo ospita è di fronte alla cascina omonima e mi fa molto piacere che sia visitabile in qualunque momento. Ci sono le chiavi e si può liberamente entrare ed ammirare il bell’affresco che, anche se non è in condizioni perfette, rimane un’importante testimonianza storica ed artistica nella nostra regione.

Quindi abbiatene rispetto quando ci andate. Potete avvisare i proprietari per cortesia, ma l’accesso è libero, questo però non vuol dire ci si possa approfittare della disponibilità.

E soprattutto lasciate stare i fagiani ripieni!

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

3 thoughts on “Omicidio alla Cella di S. Maria, Proh (NO)

  1. phileasfogg2020 says:

    Un sentito ringraziamento a te da parte di tutto lo staff di phileasfogg2020.com 😀
    (Almeno per un giorno mi hai fatto sentire di nuovo una guida…)

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