Montonero (VC) – cartoline dal Piemonte

Le frazioni sperdute come piacciono a noi!

Con le cartoline in bianco e nero di oggi andiamo a fare due passi in una microscopica frazione della pianura vercellese, Montonero. Di per sè non è certo una meta che attiri fiumi di turisti. Anche perchè da vedere c’è teoricamente nulla. Ma quando si va in giro con mio fratello è sempre interessante trovare spunti anche là dove uno non se lo aspetta.

Le foto risalgono a mesi fa, quando approfittando della zona gialla abbiamo fatto un giretto nel Vercellese, tra frazioni più o meno abbandonate e ruderi… Insomma l’ideale per una bella giornata fredda, grigia e umida. Montonero mi ha però fatto scoprire alcune cosette interessanti.

castello di Montonero
il castello di Montonero

Intanto c’è un bel castello, antico ma in buona forma. Non è segnalato, anche perchè privato, ma da fuori lo si vede molto bene. Oggi fa da cornice ad un’azienda agricola, ma le sue condizioni generali fanno pensare che per fortuna è in buone mani. Secondo i documenti (un grazie a “Il Castelliere” per le fonti) risale al XII secolo, fatto costruire dai canonici di S. Eusebio sotto l’egida e il controllo di Vercelli. All’inizio con pianta quadrangolare e ingresso sul lato Nord, subisce diverse modifiche in epoca successiva, con la costruzione del fossato e lo spostamento dell’ingresso sul lato Ovest. Le torri risalgono al XV secolo, coì come successivo è il rialzamento delle mura di cinta. La sua presenza maestosa contrasta decisamente con l’ambiente agricolo e un po’ dimesso dei dintorni. L’aspetto sicuramente più curioso è la presenza delle due torri all’ingresso, una rotonda e una quadrata.

Un castello, un caseificio storico, una chiesa… (solo non si vedono i due leocorni)

caseificio di Montonero
il caseificio di Montonero del 1933

Un altro edificio che ci ha incuriosito è il caseificio, risalente agli anni ’30. Non c’era anima in giro viva a cui chiedere informazioni, ma il suo aspetto severo e un po’ tipico dell’architettura del periodo gli fa meritare sicuramente un paio di foto. Una piccola menzione anche per la chiesa di Montonero. Non è citata nemmeno lei e, sinceramente, non mi avrebbe nemmeno attirato se non fosse stato per un particolare. Il campanile tradisce in effetti un’origine romanica, visti gli archetti. Grazie all’amico Marco di chieseromaniche.it scopro che la chiesa è dedicata a San Clemente e risale anche lei al XII secolo. La chiesa viene ricostruita poi nel 1727, mentre il campanile mantiene la sua caratteristica, seppur un po’ più nascosta dal rifacimento.

chiesa di san clemente

Oltre al castello, a Montonero c’è poco altro. Qualche casa, aziende agricole e un ristorante/trattoria. Questa atmosfera semplice, improntata decisamente sulla vita agricola, aiutata dalla giornata grigia di febbraio rende la nostra gita un po’ tristanzuola.

Sterrati infernali

Decidiamo dunque di rallegrarla perlustrando i dintorni. Google mi segnala una stradina che esce da Montonero e si porta sulla provinciale 25 che porta alla frazione di Sali Vercellese. Beh, è roba adatta solo a trattori o fuoristrada. Come ho fatto a scoprirlo? Ovviamente testando gli ammortizzatori della Rekord con mio sommo divertimento mentre mio fratello si teneva la testa tra le mani misto tra l’incredulità sbigottita per le mie scelte stradali e la consapevolezza di non poter far nulla per farmi cambiare idea. Si vedeva CHIARAMENTE che non era percorribile da un’auto tradizionale, oltretutto anche per via del fondo pieno di fango e sconnesso dal millenario passaggio di trattori e intemperie…

opel rekord Montonero
a ormai centinaia di metri dall’abitato di Montonero, sperduti per un tratturo infernale… yeee!! (povera Rekord)

Una bella foto a ricordo dell’impresa inutile come monito a non ascoltare Google Maps ogni tanto… Potrei postare anche il brevissimo video che abbiamo fatto, ma non lo farò per non inorridire i puristi della domenica che usano l’auto d’epoca solo per un giretto di pochi km e scansando anche il più innocuo dei granelli sull’asfalto… (pfff, pusillanimi!)

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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