“Coso”, l’ Aereo di Cemento a Palazzolo Vercellese (VC)

(anche questo è razionalismo…)

Nell’ itinerario “Una Giornata Uggiosa“, ho perlustrato sotto una fastidiosa pioggerellina di inizio febbraio una serie di paesi lungo il Po da Trino fino a Chivasso. Ma dico io, non potevo starmene a casa in santa pace? Sì, avrei dotuto. Invece mi sono sciroppato 178 km piovosi per fare inutili foto sfocate e lattiginose, ma almeno ho incontrato finalmente Coso!

Aereo Cemento Palazzolo
Coso

Palazzolo Vercellese

Nel ridente (???) paese di Palazzolo Vercellese, ci sono più di 1000 abitanti circa e ben 3 chiese affacciate sulla stessa piazza, perchè una sola non bastava a salvare le perdute anime dagli inferi. Ben più degno di attenzione è sicuramente l’Aereo di Cemento. Ne ignoravo totalmente l’esistenza, per cui prima di mettermi in viaggio sono andato a documentarmi un po’, andando ad approfondire un argomento totalmente dimenticato e che viste le numerose testimonianze architettoniche ancora presenti sul territorio, seppur spesso in condizioni di degrado o abbandono ho deciso di parlarne: le colonie.

Aereo Colonia

Quand’ero bambino ricordo che mio papà avesse accennato alle colonie estive, ed infatti mi ero immaginato dei luoghi più o meno abbastanza fedeli a quello che erano in realtà. Lui era nato nel 1924 per cui si fece tutta la trafila, prima balilla e poi partigiano, dunque se le ricordava vagamente. Erano luoghi di villeggiatura per bambini e ragazzi, ma non avevo fatto domande in proposito, per cui non ne conoscevo il retroscena e contesto storico.
Nacquero negli anni ’20 e ’30 durante il periodo del regime, utilizzate anche con uno scopo diciamo “formativo”, poi conobbero un periodo di grande successo nel dopoguerra come centri estivi per le famiglie dei dipendenti delle grandi aziende italiane, dalla Fiat all’Enel, e compagnia bella…

Aereo

Ah, sia ben chiaro: non intendo occuparmi dell’aspetto politico o storico, mi interessa solamente quello visivo, architettonico o creativo. Del resto alcuni di questi edifici sono stati restaurati e trasformati in hotel, scuole o altro tipo di edificio e hanno un’architettura che secondo me merita di essere vista.

Il Razionalismo e colonie negli anni ’30

Ora, cosa c’entra con tutto questo un leggiadro aereo in cemento armato immolato in una pianura al limite di un piccolo centro abitato lungo il Po? C’entra eccome! Questa riproduzione di velivolo, che per privacy chiameremo appunto “Coso”, ideata e costruita dall’ impresario edile Michelangelo Isacco nel 1939, era parte integrante della struttura di una colonia elioterapica, presente a Palazzolo. Si trovava poco fuori del paese, in direzione Sud lungo la riva del Po.
Oltre all’inevitabile omaggio al regime, Coso aveva un utilizzo pratico, in quanto faceva parte della doccia della colonia. Non ho idea però del funzionamento, nè ho trovato informazioni in giro, anche perchè in giro non c’era nessuno a cui chiedere, ero l’unico pirla sotto la pioggia; sparava acqua al posto delle pallottole? O apriva il carrello e invece di sganciare bombe mollava secchiate di acqua? O fungeva solamente da sobrio ciapapóer?
Certo doveva essere strano farsi la doccia con Coso sopra le teste…

Targhetta Commemorativa

Non serve l’antiaerea per abbatterlo, basta la pioggia

L’alluvione del 2001 danneggiò gravemente la colonia che venne poi demolita nel 2008. Dal naufragio si salvò solamente l’aereo; del resto ci vorrebbe ben altro che dell’acqua per abbattere Coso, che venne trasferito poi lì dove lo si vede ora.
Tra l’altro, quando mi ci sono avvicinato per vederlo da vicino, ho inavvertitamente attirato una pattuglia di carabinieri che mi ha puntato, non so se incuriosita più dalla Opel, se dalla presenza di una vecchia auto in una giornata di pioggia in un buco di paese, o dal fatto che mi fossi fermato in un buco di paese, con un’auto storica, in una giornata pessima per fotografare sotto la pioggia questo grosso ed ingombrante monumento… ho preferito non chiedere e far finta di nulla ma opto sicuramente per la terza opzione.

Aereo Cemento

Mercoledì tipico a Palazzolo…

In effetti io stesso mi sono ripetutamente chiesto cosa diavolo ci facessi lì a prendere acqua quando avrei potuto starmene a casa al calduccio… e sinceramente devo dire che non l’ho trovato molto valorizzato: ok, forse il cattivo tempo non ha aiutato, però vederlo piazzato lì, nel primo prato disponibile, senza nemmeno un cartello che ne raccontasse la storia, a parte la targa metallica, boh… mi ha fatto un po’ tenerezza; c’è da dire che essendo in cemento armato necessita di supporti solidi, però quelli presenti, secondo me, non fanno altro che appesantire tutta la struttura che già di per sè non ha una forma nè slanciata nè avveniristica (forse era così cicciotto perchè doveva contenere litrate di acqua per fare i gavettoni ai bambini elioterapizzati)

Detto questo, con tutto il rispetto per chi ci vive, capisco che Palazzolo Vercellese non abbia lo stesso appeal di Venezia ma, se il comune decide di investire tempo e soldi per salvare Coso dall’oblio e lo sistema a mo’ di monumento, potrebbe magari valorizzarlo un po’ meglio, in modo da renderlo più presentabile e magari più interessante.

Magari poi ha un meccanismo segreto per cui in estate lo mettono in moto e Coso vola felice sopra le teste dei palazzolesi sganciando acqua ghiacciata e citronella per rinfrescarli… Probabilmente no, ma mi piace immaginarlo così.

Aereo Cemento Palazzolo

Comunque, chi volesse andare a vederlo, lo trova molto facilmente; lo si vede sin dalla provinciale 31bis del Monferrato che lambisce il paese, all’incrocio si svolta a destra e Coso è lì che vi aspetta.

Informazioni

DOVE DORMIRE:
Per chi volesse invece soggiornare a Palazzolo e non faticare troppo, AirBnb mi indica due posticini proprio in paese, il bnb Villa Gaia e il bnb La Mondina, mentre a Trino c’è l’intera casa da Aldo, Tra il Monferrato e le Grange, poco distante.
Anche per oggi è tutto, appuntamento a giovedi per le solite cartoline sbiadite e a lunedi prossimo con un nuovo post!

Ciao Coso!

PS: Un grazie a Lorenzo, presidente del club Veicoli Storici Vercelli che mi ha appena spiegato l’utilizzo dell’aereo: esso era posto proprio sulla riva del Po, i tubi delle docce si trovavano sotto le ali e i ragazzi tornando dal bagno nel fiume facevano la doccia lì sotto prima di tornare alla colonia. L’alluvione otre a rovinare la colonia, danneggiò irrimediabilmente i tubi delle docce facendo anche cedere il terreno.

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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