Il Ricetto di Ghemme (NO) e il Ghemme Di.O.Ci.Ggì

Il borgo medievale di Ghemme

Ricetto Ghemme

Non c’è niente di meglio che approfittare di un sabato mattina zonagiallesco per tuffarsi in uno dei tanti itinerari alla scoperta del Piemonte. Questo percorso, chiamato “Senza Marce sul Ponte di Proh” ci ha visto percorrere circa 120 km. praticamente senza seconda e terza marcia da Carpignano, fino a Ghemme, Sizzano, Fara e altri piccoli paesi lungo il Sesia fino al ponte di Proh.

Oggi dunque vi porto nel piccolo, bellissimo, ricetto di Ghemme, uno tra i meglio conservati del Piemonte. La zona è sempre stata molto importante fin dall’antichità. La presenza del fiume e la posizione centrale ha reso questi luoghi vie di scambio importantissime per i commerci e non solo. Il paese di Ghemme ha fatto della coltura e del commercio del vino il suo punto più alto, tutt’ora molto rinomato. E per difendere botti e commerci da guerre e ladri, la soluzione migliore è costruire quattro solide mura, qualche torretta, scavare un bel fossato e riempirlo di coccodrilli e preparare l’olio bollente da gettare addosso ai curiosoni.

Torchio vino

All’interno del ricetto, si respira la cultura del vino

Il ricetto, che è dunque un vero e proprio borgo fortificato. Ha una forma molto semplice, rettangolare con una via centrale principale che lo divide a metà e tanti piccoli viottoli che si dipartono da essa. Le case si affacciano sui viottoli, ricche di cantine brulicanti di prelibati tannìni gioiosi. La struttura interna così capillare del borgo è sicuramente più complessa rispetto al Ricetto di Candelo, che invece ha cinque rue principali parallele intorno ai quali gli edifici sono costruiti.

Ricetto borgo medievale
Ricetto Ghemme Torre
La Torre di Sud-Ovest del Ricetto di Ghemme

Delle fortificazioni originali, oggi rimangono la torre angolare di sud-ovest, traccia delle merlature ghibelline a coda di rondine sul lato settentrionale. Le mura di cinta sono ancora ben visibili su almeno tre lati, mentre il fossato è stato occupato dalla sede stradale e i coccodrilli costretti ad emigrare sul Nilo. All’interno dei viottoli è piacevole perdersi e ammirare le facciate delle case, ben curate e conservate. Il pian terreno era solitamente adibito da deposito per la conservazione del cibo e del vino (soprattutto). Dalle scale esterne si accedeva al piano superiore, dove c’era l’abitazione vera e propria.
Su alcune pareti sono stati ritrovati affreschi del XV° secolo, conservati ora al Museo Civico di Novara, mentre le abitazioni hanno un solaio che veniva utilizzato come deposito

Ricetto Ghemme
Ricetto
Ricetto ghemme vie e archi

Un po’ di storia…

Con la sola imposizione delle mani, Ghemme viene infeudata nel 1450 ad Aimerico De Sancto Severino. Secondo la leggenda, dopo aver sorseggiato champagne francese di bassa qualità (probabilmente ricondizionato con olio Paraflu), alzò i gomiti e disse: “Basta! Adesso facciamo lo vino Ghemme DiOCiGgì!”. Poteva suonare come una bestemmia ai più, invece con un gran balzo, saltò su un tavolo in legno tarlato, frantumò un fiasco di buonissimo Nebbiolo, prese dei grappoli di uva Vespolina e uva Rara e lì scagliò sui tarli, vendemmiò il tutto in diretta schiacciandoli sotto i suoi calzari in pelle di coccodrillo in proporzione 85/15 (85% di Nebbiolo e 15% del restante), dopodichè versò lo vinello novo in una botte in rovere. Infine si piazzò in catatonico silenzio davanti alla botte per i successivi 34 mesi, attendendo la fermentazione del Ghemme Novello.
Una volta terminata, con una cannuccia in ferrò battuto sorseggiò la nuova bevanda dando vita finalmente al Ghemme DOCG, oggi rinomato in tutto il mondo.

Seguirono schiamazzi giovali e rutto libero.

Vecchia Sedia
La sedia in stile Gilberto XVII sulla quale pare (ma io non ci credo) che Aimerico de Sancti eccetera eccetera abbia atteso silente la fermentazione del Ghemme DOCG
Ricetto Ghemme Piazzetta
Piazzetta e aiuola votiva

Il Ghemme D.O.C.G.

Ovviamente questa è una ricostruzione romantica basata sulle denunce dei popolani svegliati dai rutti dell’alticcio nobile anche perchè la denominazione ufficiale DOCG è arrivata in realtà nel 1997. Fatto sta che fin dai tempi remoti, qua il vino e tutto quello che gli sta intorno è un affare serio, papi, re e persino templari del Graal e si sono sfidati in singolar tenzoni pur di accaparrarsi il pregiato vino. Ho visto cose che voi umani…. ho visto nonno Tannheuser dare una bastonata ad Orione per avergli rubato un fiasco di Ghemme DioCiGgì…. e tutto questo andrà perduto come un rutto nella notte… hic!

Non vedo l’ora si possa tornare per le vie e le piazze e andare a visitare le Feste del Vino che si tengono qui ogni anno.
Noi intanto salutiamo Ghemme e ripartiamo con la Miranda verso altri lidi.

Opel Rekord
la Miranda di fronte alla Torre di Sud-Ovest del Ricetto

Informazioni

DOVE DORMIRE:
Per chi volesse pernottare in zona, AirBnb oggi mi propone: Camera Francesca, un’intera pensione proprio all’interno del borgo, ma anche Ca’ della Sarta, sempre qui a Ghemme. Come terza opportunità vi posto La Casetta, un’intera casa poco distante, a Gattinara.

Anche per oggi è tutto. Vi saluto con lo stesso augurio ritrovato poco distante da qui inciso su una coppa vitrea del IV°/V° secolo “bibe et vivas multis annis

Hic et Burp!

A giovedì prossimo con la cartolina sbiadita!

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