Cerrione (BI): I Ruderi del Castello

Tra un matrimonio e una partita a golf…

Qui nel Biellese, il castello di Cerrione viene immancabilmente associato alle feste di matrimonio, essendo una delle tante location utilizzate normalmente per andarsi a scassare di cibo e bevande al termine del rito agognato da molte e temuto da tanti.

Si trova all’interno della tenuta omonima, alla fine del paese, sull’altura dominante, al termine di un ampio prato che include anche un campo da golf molto esclusivo. Tutti gli edifici sono ristrutturati con gusto (un po’ all’Inglese secondo me) e danno la possibilità di godersi una bella giornata di festa offrendo tutti i servizi richiesti.
Se non ricordo male credo di averci anche suonato nel 2003 o 2004 proprio in occasione di un matrimonio. Insomma, il castello di Cerrione fa da ideale scenografia per chi vuole compiere il grande passo.

Scenografia pericolante però, perchè ormai non gode più di buona salute…

La storia del castello

Peccato, perchè la sua storia millenaria affonda le radici intorno al X°/XI° secolo, quando viene datata all’incirca la costruzione del primo nucleo fortificato. Nel 1165 il Vescovo di Vercelli Don Antonio Coimbra de la Coronilla y Azevedo, conosciuto ai più come Martino Avogadro convince papa Innocenzo IV (in quel momento al 180° posto nella graduatoria Top Papa of the Week) a soffiare tutto il feudo di Cerrione al ghibellino Uberto Senza M da Magnano e donarlo al fratello Enrico Avogadro.
Cornuto e mazziato, il povero Uberto perde così territori, titoli, gradi e nome e finisce in panchina sotto il controllo della Avogadro Football Club, mentre quest’ultima diventa sempre più potente, vedendosi annettere nello stesso anno anche altri castelli, tra i quali quello dei Mongivetto, poco distante. Di quest’ultimo, che si trova su un’altura lungo la strada che collega Cerrione a Zimone, restano ormai pochissimi ruderi, ma è interessante il finale che li accomuna, al quale accennerò dopo.

Per un paio di secoli almeno, il castello di Cerrione con i suoi feudatari vive un periodo florido, gli Avogadro dominano una zona strategicamente importante poichè la strada sulla quale si trovano le due fortificazioni, che comunicano a vista, mette in contatto il territorio di Ivrea con il Biellese e la pianura sottostante, tanto da usare il secondo castello per l’esazione dei pedaggi e il controllo del traffico circolante.

Insomma, in tutti questi secoli è bastato togliere una T a “castello” per trasformarlo in “casello”, ma il risultato non è cambiato. Vuoi passare? Paga. Hai contanti? Hai il Telepass? Ce li hai gli sghèi? Zitto e paga!

E io paaaaago (cit.)

Arriva Facino Cane… Bau!

Agli inizi del XV° secolo però le cose cambiano. La famiglia ghibellina dei Tizzoni, probabilmente stufa di ricaricare ogni volta il Telepass per passare da quelle parti, incarica il mastino Bonifiacio “Facino” Cane di interrompere il dominio degli Avogadro, cosa che il buon Facino, armato di Tizzone (???), inizia scientemente a fare, depredando alcuni castelli. Le incursioni militari e l’aumentare del malcontento popolare obbliga il boss del momento, Martino da Cerrione, a chiedere aiuto ai Savoia, cedendo i suoi territori a questi ultimi e alleandosi con loro.

L’impavido Facino Cane invece, oltre a ricevere in premio numerosi feudi, sposa la nobildonna Beatrice-Cane (figlia di Ruggero-Cane, lontano parente di Facino-Cane) e si ritira in campagna dove, a sorpresa, mette su un allevamento di gàtti ma si ammala di gòtta e muore pochi anni dopo…. miaooo! La vedova-Cane, nel 1412 si risposa ma sbaglia partito e dopo pochi anni il nuovo marito, con un pretesto, la fa incarcerare, torturare e decapitare, facendole perdere l’allevamento e soprattutto la sua testa-Cane… bauuu!

l’inevitabile declino…

Da quel momento il castello di Cerrione perde il suo carattere di fortezza militare e diventa una dimora nobiliare ma sempre in uso alla famiglia Avogadro, che lo amplia e trasforma ricavandone ulteriori abitazioni e depositi.
Rispetto alla costruzione originaria, quadrangolare irregolare con 2 cortili interni, costituito da una doppia linea concentrica di caseforti e circondato da un recinto fortificato e da un fossato, oggi restano tracce di una costruzione con merli ghibellini, della cappella, dei sotterranei e di uno dei due pozzi. Interessante l’unica torre superstite, circolare alla base ma ottagonale superiormente e coronata da merli ghibellini. Sia dal paese sotto sia dalla strada che lo costeggia, si vede abbastanza bene la torre con le due diverse forme.

Nonostante il passare dei secoli e delle proprietà, il nome Avogadro continua ad echeggiare tra le valli biellesi, soprattutto nel 1776 quando Tonino Lorenzo Romano Amedeo e Carlo Avogadro fanno a sorte per decidere chi dei 5 ospiterà tutti gli altri 4 nel proprio corpo. La spunta Amedeo che, aiutato dagli altri 4 cervelli, diventa così un celebre fisico e chimico… sì, esattamente, proprio quello della dura Legge di Avogadro, secondo la quale volumi uguali di gas alla stessa temperatura e pressione contengono lo stesso numero di molecole. Io non ho mai verificato se sia davvero così, ma ne ho fatto un atto di fede pur di superare le verifiche di chimica alle superiori. (eeeh, chissà se il professore Boggio è ancora vivo, ho ancora il vivido ricordo delle sue violente interrogazioni sul Nylon 6,6… madò!)

Caro Avogadro, la tua parola… è legge!

Insomma, che vogliate o no, l’Amedeo Avogadro che campeggia a caratteri enormi sulle facciate di tanti licei d’Italia è nato proprio qui in terra di Polentonia e se ancora oggi miete vittime tra i banchi di scuola lo stesso non si può dire del castello in quanto, il primo d’ottobre del 1944 quegli stronzoni dei nazisti bombardano la zona di Cerrione, centrando sia questo che il castello dei Mongivetto, riducendoli a miseri e pericolanti ruderi. Oggi il sito non è visitabile internamente; non che abbia trovato chissà quale barriera a fermarmi, però il castello è davvero in condizioni precarie e le piante se lo stanno divorando ad ogni stagione. C’è solo un filo a protezione, facilmente scavalcabile, ma ho preferito non rischiare troppo perchè tengo famiglia.

Comunque, finchè sta in piedi il Castello di Cerrione rimane un importante riferimento visivo e storico, rappresenta una delle porte di accesso alla Bessa, l’oasi naturalistica che lega la sua storia all’estrazione antichissima dell’oro, ma è anche vicino a Magnano, altro piccolo borgo medievale ricchissimo di storia, tutti luoghi di cui vi racconterò più avanti, ma che meritano decisamente una visita. E poi in questo caso avete anche la scusa di sposarvi o di andare a giocare a golf, per cui prendete il ferro 12 e andate a vedere i ruderi del Castello.

Informazioni

DOVE DORMIRE:
Per chi volesse poi pernottare è possibile contattare direttamente la Tenuta Castello, che vi ho citato all’inizio oppure c’è anche un piccolo ma confortevolissimo bnb pochi metri prima, è la Piccola Casa del Rosmarino, che non solo ha voti altissimi, ma che conosco personalmente e quindi lo raccomando caldamente; Gabriele e sua mamma Franca sono super super super host e quindi assolutamente affidabili, vi troverete benissimo. E visto che hanno anche un sito ve lo schiaffo pure qui

Per noi invece appuntamento a giovedì con la consueta cartolina sbiadita e a lunedì prossimo con un nuovo viaggio alla scoperta della nostra meravigliosa Polentonia!

COME ARRIVARE:
Località: Cerrione (BI). Dal centro paese salire lungo via Libertà verso Magnano. Dopo una curva sulla destra, svoltare a destra per la tenuta del Castello. Il Castello è all’interno della tenuta, sito visitabile solo da lontano

[Tutte le fotografie presenti in questo post sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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