Santuario di S. Maria Assunta dei Cerniori, Roasio (VC)

Foliage Estremo

Ottobre e novembre sono i mesi top del foliage. Dai, ammettiamolo, a chi non piace catafottersi in mezzo alla strada inseguendo l’ineluttabile caducità delle foglie? O perdersi nelle desolate brughiere alla ricerca della foglia perfetta? Quella che almeno una volta nella vita va immortalata e postata su instagram taggandoci dentro un miliardo di persone ed usando le parole chiave più bieche pur di accumulare qualche like in più e passare da “Inutile Profilo nell’Oceano dell’Insignificanza 2020” a “Best Top dei Top Influencers Foliagers Urbex et Orbix de Rerum Naturae 2021”?!?!

Foliage autunnale

Ebbene sì. Purtroppo anche io vengo ogni tanto rapito dal fascino sensuale del fogliame autunnale sparso per strada che sembra dire “Dai, instagrammami tutta!! Sono qui!!! Sono la tua Foglia Preferita!!”… Ovviamente mentre si sta titillando gli stomi e ti fa vedere e non vedere le sue tonalità che vanno dal rosso rosso al rosso ancor più rosso. (Scusatemi ma non sono una donna, per cui i termini rosso cadmio, rosso carminio, rosso magenta, rosso veneziano, rosso cardinale, rosso falun, rosso scarlatto, rosso triceratopo, rosso guard-rail, rosso #9c2626, rosso #910d0d,… non li conosco e non li posso usare).

Autunno e foliage

I colori dell’autunno sono qualcosa di unico, non c’è un altro momento dell’anno in cui la natura sia così esplosiva e mutevole. Se da un lato ottobre e novembre significano nebbia, umidità che penetra infingarda nelle ossa, poca luce, pioggia, tristezza e morte, sparpagliare le foglie passandoci sopra con la macchina a tutta velocità per rovinare preventivamente tutti i vostri set fotografici ideali è un divertente passatempo che mitiga la voglia di spararsi a un piede per l’arrivo del lungo inverno biellese.
Eppure c’è stato un giorno in cui San Mesofillo delle Latifoglie mi ha accecato sulla strada verso Roasio portandomi in un luogo dove una coloratissima orgia di edera rampicante, o qualcosa di simile e non ben identificato, ha fatto da cornice all’ennesimo sito da scoprire nella nostra bella terra di Polentonia: ci troviamo dunque al Santuario di S. Maria Assunta dei Cerniori, a Roasio, nel Vercellese, tra Cossato e Gattinara, lungo la provinciale 142.

Chiesa S. Maria Assunta Cerniori Roasio
Chiesa S. Maria Assunta dei Cerniori Foliage

antichi mestieri: cerniori et pecurili

Ora non voglio sembrare blasfemo ma, che questa Maria sia Assunta è già una bella notizia, vista la recessione e la crisi perdurante; che sia dei “Cerniori” va invece approfondito in quanto i “cerniori” erano i cernitori cioè gli addetti alla scelta (cernita) del vello delle pecore, da destinare alle varie lavorazioni successive; il comune di Roasio, si estendeva infatti lungo una via molto importante per la transumanza e non lontano da questa chiesa anzi, a pochissimi metri da qui, sorge un’altra chiesa, quella di S. Eusebio “de Pecurili”. Quest’ultima è in realtà ben più antica ma ve la farò racconterò più avanti, ma il soprannome “Pecurili” fa intendere l’importanza del luogo nell’ambito dell’allevamento e delle sue ramificazioni commerciali già in età antica.

foliage Chiesa Cerniori Roasio

Storia della chiesa

Il santuario di S. Maria Assunta dei Cerniori è una pieve tardogotica in stile lombardo (così la definiscono quelli studiati) che risale alla fine del 1400: un’iscrizione sul cleristorio reca la scritta “MCCCCLXXXVIII die IIIJ octobris factum fuit hoc opus per magistrum Petrum de Betulio” vale a dire 4 ottobre 1488, quest’opera fu fatta per mano di Pietro da Bioglio, campomastro del cantiere. A suffragare l’anno di costruzione ci sono gli affreschi dell’abside realizzati da Tommaso Cagnola nel 1491 circa, che purtroppo non ho potuto vedere, visto che era chiusa, anche se spero nelle giornate del FAI per farlo, Covid permettendo. Tra l’altro fino al 1440 della chiesa non v’era menzione nel censimento ufficiale dei benefici della Diocesi di Vercelli della quale faceva parte, mentre negli atti della visita pastorale della 1573 la chiesa risulta ufficialmente parrocchia e pare (ma io non ci credo) venga menzionata anche la macumba clericale per far togliere tutta l’edera che già in quegli anni obnubilava totalmente la chiesa, obbligando i fedeli a farsi dei selfie frustandosi col cilicio mischiato ad edera urticante e poi postarli sul social dell’epoca, Instagramus Horapronobis. (lo so che non si scrive con l’acca ma lasciatemi delirare in pace, dai!).

Chiesa Maria Assunta Cerniori foliage
Abside Chiesa S. Maria Assunta Cerniori Roasio

Passano i secoli e si accumula l’edera

La chiesa, seppur invasa dalla meravigliosa edera rampicante polìcroma che nessuno toglie da allora, è in buonissime condizioni sia all’esterno che all’interno. Ha un’abside pentagonale contraffortata, con fregi ad archetto lungo tutti i lati e finiture bicolore. La chiesa viene continuamente aggiornata con nuovi affreschi del 1518 by Pietro da Novara; si trovano nella navata destra e rappresentano storie di Santi. Altri affreschi campeggiano all’interno, dovrebbero risultare del ‘700, anno della realizzazione della nuova facciata. Dato che ho consultato fonti discordanti sugli affreschi e visto che non potendola visitare non ho potuto ancora fare un confronto all’americana, lasciamo che i dubbi (e l’edera) ci ghermiscano inesorabilmente. Su internet si trova comunque una foto dell’abside affrescato del 1491, pur non essendo una foto dettagliatissima l’opera sembra davvero notevole, vorrei proprio vederla dal vivo.

Particolare della complessa struttura della chiesa di S. Maria Assunta dei Cerniori a Roasio, con scale e archetti medievali lungo le mura
Il sotto tetto della chiesa romanica dei Cerniori a Roasio, con belle decorazioni geometriche murali e archetti pensili

Da notare invece, oltre all’ottimo stato di conservazione e alle belle finiture sui lati della chiesa, è la notevole calvizie fogliosa nelle due foto qui sopra, rappresentanti il lato Sud esposto al sole e alla luce, meno umido e ombroso del lato opposto, e quindi forse meno favorevole alla crescita incontrollata delle rampicanti.

foliage d'autunno, Edera rampicante dalla meravigliosa tinta rossastra e cangiante lungo i muri della chiesa di S. Maria Assunta dei Cerniori a Roasio

Come ci si sposta di qualche passo a sinistra riecco la nostra coloratissima amica vegetale che torna a prendere possesso delle mura della chiesa, aiutata anche dalla malvagia copertura di questo splendido albero che esplode offuscando con i suoi mille colori il mio interesse verso la chiesa. Chiesa che tra l’altro, secondo alcune fonti, pare abbia ospitato per un po’ le spoglie del cavaliere Baiardo, ve lo ricordate? Ne avevo narrate le gesta nel post su S. Martino di Breclema. Ho anche recuperato un testo che prova a ricostruire tutto il viaggio che avrebbe fatto il povero cadavere, trasportato in giro per mezza Europa alla ricerca di una degna sepoltura.

Un grande albero dalle foglie rosso e arancio copre in parte la chiesa dei Cerniori a Roasio

Ma Baiardo o no, non c’è niente da fare… l’uomo costruisce e la natura si riprende i suoi spazi. Lasci per un attimo le ciabatte sulle scale e dopo due secondi te le trovi avvolte da una mangrovia senziente e multiforme che te le fagocita divorandole avidamente mentre ti guarda di sbieco. Uhm, adesso stavo immaginando come rimarrebbe la mia Rekord tuttt’tempeschtata di edera rosso cadmio, rosso carminio, rosso magenta, rosso veneziano, rosso cardinale, rosso scarlatto, rosso muflone, rosso pdhorfigliodikhmer, rosso #9c2626… aiutoooo fermatemi!!!

Informazioni

DOVE DORMIRE:
Insomma, ancora una volta il sobrio Piemonte ci sforna luoghi e colori che appagano la vista e lo spirito. E se volete appagare pure le vostre stanche membra, vi metto qui i 3 bnb a caso di oggi: abbiamo l’intera casa “I 5 Sensi Country” a Brusnengo, a pochi metri da qui, il “Pain et Confiture Hiver” sempre qui a Brusnengo e , per chi volesse fare qualche km in più, c’è pure una casa sui tetti nell’antico principato di Masserano.

Anche per oggi è tutto, prossimo appuntamento giovedi con le foto sbiadite e lunedi prossimo con un nuovo luogo dalla terra di Polentonia! (sempre che l’edera rampicante rosso più rosso tendente al rosso più rosso rosso non mi abbia fagocitato anche il computer)

[Tutte le fotografie presenti in questo post sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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