Danza Macabra… Cartoline da Saluzzo (CN)

Saluzzo val bene una messa, anche due

Parlare così serenamente di danza macabra al giovedì mattina potrebbe suonare un po’ inquietante. In effetti di inquietante c’è la caldazza che ci attanaglia in questo periodo… ma siamo ormai in estate e non si può pretendere troppo. Approfittando dunque di un caldo sabato partiamo alla scoperta di Saluzzo e dei suoi dintorni.

L’itinerario prevede anche un giro alla splendida Abbazia di Staffarda e alla parte antica di Verzuolo, vi mostrerò tutto più avanti. La cartolina sbiadita di oggi ci mostra il Santuario della Consolata, che si trova nella parte bassa della città, uscendo dal centro storico vero e proprio, in direzione Ovest.

Si presenta un po’ come un patchwork di stili, dovuto alla fusione tra l’antica chiesa romanica di San Martino, del 1100 e la cappella della Consolata del XVII secolo. Con l’unione di questi due edifici si perdono molti degli affreschi della prima chiesa mentre dalla seconda viene cancellato il campanile.

Santuario della Consolata e Opel Rekord
il Santuario della Consolata a Saluzzo
interno del Santuario della Consolata
interno del Santuario della Consolata

Danza Macabra in sol maggiore per carne ed ossa

Il santuario mantiene dunque il campanile originario del XII secolo, a 5 piani con archetti, monofore e bifore. Tra l’altro gravemente danneggiato nel 1509 a causa di un forte terremoto e successivamente restaurato. L’interno è più recente, ad una navata unica, arricchito da numerosi dipinti del ‘900 del pittore Luigi Morgari. Importante però è l’affresco originale con una rara Danza Macabra, risalente al ‘400 con un chierico che balla con uno scheletro.

Affresco della Danza Macabra
Affresco della Danza Macabra

Chi avrà chiesto a chi di scatenarsi sulla pista da ballo? Dalla scena si evince chiaramente che il prete sia molto timido e titubante, mentre un irriconoscibile John Travolta in carne ed oss… ehm, solo in ossa, chiaramente non sta più nella pelle e vuole buttarsi nella mischia a mostrare i passi sulle note di Staying’ Alive. E dunque il pavido chierico non ha più scampo e si lascia trascinare in una vorticosa danza macabra in pieno stile funky-disco anni ’70!

yeeeeeeeee

Purtroppo, in disparte, ad ammirare tristemente la scena c’è anche un San Giovanni Battista del 1493 che nessuno ha voluto invitare in pista a ballare. Se ne rimane lì da solo in compagnia del suo amico immaginario agnello a domandarsi se mai qualcuno lo degnerà di un attenzione.. la sua mimica ineluttabile e malinconica lo porta ad indicarsi con la mano domandando laconico alla platea: “E io?”

Affresco San Giovanni Battista
Affresco del 1493 con San Giovanni Battista

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