Cimitero Abbandonato della Darola (VC)

Sensazioni a sobria velocità dall’aldilà

Ohh! Finalmente i cimiteri abbandonati!! Ma sìì, basta con i soliti castelli e le solite chiese! Addentriamoci nell’oscura curiosità perversa dell’animo umano e postiamo un po’ di luoghi misteriosi e leggendari. Uuuuuh il cimitero abbandonato della Darola… già suona figo soltanto a sentirlo nominare.

Sì… ma anche no. O meglio, trattiamo l’argomento in maniera un po’ più razionale. Innanzitutto ci sono siti ben più adatti a trattare questi argomentirispetto al sobrio sfrecciare della mia vecchia Opel in giro per il Piemonte. E soprattutto, rispetto ad anni fa, oggi è anche più difficile andarne a vedere alcuni, perchè o sono talmente fragili da rischiare di crollare definitivamente da un momento all’altro (Oropa Bagni), oppure recintati e resi inaccessibili (se non in maniera illegale), come ad esempio la Saletta di Costanzana. Un recinto oggi la salva dai vandali ma al tempo stesso la nega a chi vuole andare a fare un po’ di foto #urbex #abandoned…

Da un lato è un peccato, perchè vanno a perdersi luoghi storici, soprattutto per le leggende che aleggiano su di essi, dall’altro lato è il loro stato di fatiscenza ed abbandono a renderli più interessanti di quello che probabilmente sono in realtà. Il cimitero abbandonato della Darola non fa eccezioni, in fondo è solo un cimitero.

entrata cimitero abbandonato di Darola
l’entrata del cimitero abbandonato della Darola

Darola e Lucedio

Il primo aspetto che colpisce, non è tanto la sua presenza. Di cimiteri abbandonati se ne possono trovare un po’ ovunque; inevitabilmente è più facile che ce ne siano nelle zone rurali che col tempo sono state progressivamente abbandonate a favore della vita in città. Il cimitero locale perde la sua funzione, le tombe vengono trasferite, ed il gioco è fatto.

No. A proposito della Darola c’è un aspetto molto più interessante: è la presenza concentrata di luoghi molto particolari tutti nel raggio di un paio di km. Ognuno di questi affascinante poichè abbandonato, trascurato e purtroppo rovinato dai vandali che si sono succeduti nelle varie epoche. Un filo conduttore che li lega al centro nevralgico dove si sono fusi sacro e profano in torbidi esperimenti “goliardici” centinaia di anni fa: Lucedio.

A Lucedio, molti secoli fa, pare che i monaci, stufi della solita routine, si divertissero a provare esoteriche strade alternative evocando spiriti e diavoli (ne avevo parlato a proposito della Madonna delle Vigne). La realtà è che Lucedio stava diventando così importante e indipendente da minare l’ingerenza e il controllo centrale della Chiesa, al punto da spingere il papa stesso ad occuparsi della vicenda insabbiando l’abbazia con la scusa di esorcismi e presenze demoniache invocate un po’ sbadatamente e liquidando i monaci con immediato trasferimento altrove.

Vi pare che questo cimiteri, distante pochi metri, non assorba l’aura misteriosa ed esoterica del luogo? Puntualmente diventa meta di ameni ritrovi alternativi sotto il codice segreto “666DevilFestival”. Eppure è un normalissimo cimitero che con il passare del tempo viene man mano abbandonato, perdendo la funzione inumativa. L’abbandono e l’incuria lo rendono facile preda di tombaroli, sciacalli, vandali generici, writers, appassionati di satanismo etc etc…

Ma quindi, cosa c’è al cimitero abbandonato della Darola?

scorcio del cimitero abbandonato
scorci dal cimitero

Nulla o quasi. Nel cimitero si trova ben poco, con la natura che prende il sopravvento sul luogo, fagocitando quasi tutto. Le tombe antiche si trovano da tempo altrove. Le poche lapidi rimaste, se non vandalizzate, raccontano storie tristi e lontane. Come quella della famiglia Ronco, il cui padre dovette seppellire le due figlie gemelle morte quindicenni nel 1868. Per poi finire lui stesso a far loro compagnia pochi anni più tardi, nel 1876.

Qualche lapide superstite appoggiata a un muro e poco altro. Piante e sterpaglia che stanno divorando tutto, quasi a voler cancellare la memoria del luogo. Eppure ci sarebbe la tutela del FAI che però giustamente sta per “che te ne FAI di un posto del genere?”

Beh, sarebbe fantastico anche se venisse solo liberato dalla vegetazione equatoriale di livello 5 e venisse ripulito da tutto, restituito alla zona in modo che sia visitabile. E’ vero. Non c’è nulla da vedere, ma in fondo è questo il suo bello. Il cimitero abbandonato della Colombara è ormai inutilizzato, ma molto meglio conservato e passeggiarci dentro non dà lo stesso senso di oblio e dimenticanza.

Più che un cimitero, un serraglio

vandalismo alla Darola
vandalismo alla Darola

Non mancano i souvenir satanici, gentilmente offerte dai soliti vandali che approfittano dell’oblio per firmare a loro modo i pochi muri rimasti in piedi. Cercando notizie sul web si trovano foto più antiche del cimitero, con già il passaggio di spray infernali oggi cancellati da nuovi writers, come le tombe nuove che si piantano al posto delle vecchie lapidi cercando di tramandare la memoria di questo luogo che ormai sta scomparendo nella vegetazione.

Il cimitero della Darola nasce più o meno ta il ‘500 e il ‘600. Non ci sono documenti che ne attestino la costruzione ma l’aspetto tardo-gotico di alcune cappelle fanno stabilire intorno a quel periodo la sua nascita. Sicuramente è stato utilizzato fino alla metà del ‘900. Non è segnalato, ma ci si passa davanti ogni volta che si transita per andare a Lucedio.

cappella tardo-gotica
cappella tardo-gotica ormai divorata dalle piante

Caldo e freddo

E’ curioso l’alternarsi della sensazione e dell’atmosfera che si respira percorrendo quel rettilineo. Tenuta Darola: storica, antica, oggi ancora viva e splendida nella sua struttura così semplice e nobile allo stesso tempo. Poi il cimitero della Darola: la morte, il silenzio, la fine. Poi il Principato di Lucedio: millenario e misterioso un tempo, oggi luogo rinomatissimo, con tanto di e-commerce per i prodotti risicoli e visitabile al pubblico (8 euro l’ingresso, gratuito per i bambini sotto ai 5 anni…). E poi la Madonna delle Vigne: l’abbandono, il freddo e l’inquietudine. E si finisce con la grangia di Montarolo con la sua chiesa… una storia molto interessante ma è zona privata, cosa che si capisce bene nel cartello turistico dove al testo ufficiale c’è la nota manuale dei proprietari che spiegano chiaramente che la chiesa non è visitabile come a dire “fatevi i cazzi vostri e non rompete le balle qui”.

Tenuta Darola e Opel Rekord
la storica tenuta Darola sullo sfondo e una solitaria Opel Rekord immerse nel tipico paesaggio vercellese

Dunque, vale davvero la pena fermarsi al cimitero abbandonato della Darola? Dipende… teoricamente no, ma il fascino lugubre del luogo lo rende un must per gli appassionati dei luoghi abbandonati. Cercate solo di averne cura, è già sufficientemente rovinato e cadente, non fate altri danni…

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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