Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, Castellengo (BI)

la chiesa romanica al tramonto

La “Baraggia” Biellese

Oggi vi porto a spasso per il Biellese a vedere gli affreschi della chiesa romanica dei Ss. Pietro e Paolo di Castellengo. Siamo a Sud-Est di Biella dove si trova un’ampia riserva naturale conosciuta come “Baraggia”. E’ un altipiano molto aperto e ondulato, in parte oggi occupato dall’area militare dove si svolge qualche occasionale esercitazione. Le “Baragge” sono zone piuttosto selvagge dove flora e fauna convivono e abbondano liberamente. Ovviamente dino a quando l’uomo non ci mette il suo zampino… E infatti già nel ‘600 queste zone venivano sfruttate proprio per l’abbondanza di legname, andando però a sconvolgerne l’assetto biologico e naturale. A causa infatti dell’impoverimento boschivo, le piogge hanno portato via l’humus fertile dei terreni, rendendoli più poveri e brulli, molto simili alle savane. La Baraggia Biellese non è sfuggita a quetsi mutamenti e, se si va a fare una lunga gita in bici nella zona, si nota un’atmosfera molto particolare e unica.

La chiesa dei Ss. Pietro e Paolo di Castellengo

Sul limitare della Baraggia, c’è Castellengo, una piccola frazione sotto il comune di Cossato, nota sicuramente per il bel castello (visitabile) che si vede bene dalla provinciale che collega Cossato col Vercellese. Ma proprio sotto al castello, oltre al bell’Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge, che vi mostrerò poi, sorge appunto la chiesa romanica dei Ss. Pietro e Paolo, meta di oggi.

Si trova in una posizione isolata, oggi proprio ai bordi della provinciale, a fianco del cimitero. La presenza di quest’ultimo significa che la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo ha avuto funzioni pievane nell’antichità. Viene citata in una bolla del 1155, nella quale l’imperatore Federico I ne concede il patronato a Bonifacio e Giovanni di Biandrate. Questa di Castellengo è anche Rettoria della pieve di San Pellegrino di Puliaco, della quale vi avevo mostrato i ruderi qualche tempo fa.

campanile
Il portico del XVII secolo e il campanile in facciata
particolare degli archetti
resti delle mura originarie e degli archetti nascosti dalle successive trasformazioni

La chiesa dei Ss. Pietro e Paolo di Castellengo subisce notevoli mutamenti nel corso dei secoli e questo lo si nota subito passeggiandole intorno. I tanti lavori di ampliamento e modifiche l’hanno molto snaturata rispetto a come doveva essere in origine e, almeno esteriormente, l’armonia della struttura è andata un po’ a farsi friggere… Si salvano però il porticato di fronte all’entrata, che risale al XVII secolo e il campanile in facciata. All’interno, la chiesa dei Ss. Pietro e Paolo è a tre navate. Quella centrale è originale, mentre le due laterali sono state aggiunte dopo, quella di sinistra verso la fine del ‘400 e quella di destra in epoca gotica.

Affreschi come se non ci fosse un domani

I recenti restauri, terminati questa primavera, hanno riportato all’antico splendore gli splendidi e importanti affreschi della navata destra che caratterizzano questa chiesa romanica del Biellese. E grazie alle nostre guide Alice e Davide che gestiscono amorevolmente l’Ecomuseo delle Baragge (qui c’è la pagina di instagram con tutti gli eventi che organizzano), abbiamo potuto ammirarli. Sono tutti attribuibili alla bottega di Daniele De Bosis (datati 1515), che ne firma uno datato 1494. Nei medaglioni dei sott’archi sono rappresentati i vari profeti, mentre nelle pareti e nelle vele degli archi storie di Maria e Gesù. Tra gli affreschi in attesa di restauri anche il martirio di S. Agata, nella navata centrale.

Informazioni

L’Ecomuseo del Cossatese e delle Baragge dista circa 200 metri dalla chiesa, è in paese ed è visitabile gratuitamente su richiesta. Vi porterà alla scoperta dei segreti di questa zona del Biellese un po’ più selvaggia e naturalistica. Più avanti ve lo mostrerò nel dettaglio con tanto di foto.

  • Come arrivare: Strada Provinciale 232, frazione Castellengo (BI), a destra del cimitero.
  • Parcheggio: Sì
  • Apertura: durante le funzioni, oppure su richiesta. Telefonare all’Ecomuseo delle Baragge 338 47 22 735

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *