Chiesa dei Santi Nazario e Celso, Quinto Vercellese (VC)

Chiesa romanica ad quintum lapidem…

A quanto pare siamo in zona arancione qui in Piemonte, ma di spostamenti non se ne parla, purtroppo… non vedo l’ora di poter tornare a muovermi, ci sono un sacco di cose da vedere e soprattutto devo sostituire le boccole dei leveraggi del cambio della Miranda.
Tornando da una gita nel novarese ai primi di novembre infatti, non riuscivo più a mettere nè la terza marcia nè la prima, per cui dovevo passare dalla seconda alla quarta per poi scalare in terza, innestare il turbo, far scattare l’antifurto, alzare i gomiti, fare una giravolta, togliere il primo numero che ho pensato e contare fino a 10 prima di abbassare il finestrino e bestemmiare ogni volta che cercavo di cambiare marcia…
Strano, perchè il cambio della Rekord e delle vecchie Opel in genere sono molto solidi ma probabilmente dopo 80mila km ci sta che necessitino di una piccola sistematina. Del resto la Miranda è rimasta ferma per anni e anni in un garage, utilizzata come deposito vestiti tra i primi anni ’90 e il 2016 e a parte la revisione normale, non ci ho ancora messo mano come si deve.

Andiamo da Nazario e Celso!

Eruditi dunque sulle mie problematiche meccaniche, oggi vi porto nella “bassa”, a Quinto Vercellese. Quinto perchè, molto banalmente, il borgo si trova a cinque miglia da Vercelli, “ad quintum lapidem” appunto.
Certo, avrebbero potuto scegliere un nome più fashion come New York o Alain Delon, invece hanno scelto semplicemente Quinto… eh vabbè sono scelte urbanistiche sobrie, non a caso siamo in Piemonte.

Abside e Campanile

Storia e gloria della chiesa di Quinto

Molto meno banale invece è l’antichissima chiesa di Nazario e Celso. Dell’esistenza di essa si hanno notizie a partire da un documento del 964. In origine era una chiesa ad una navata unica con volte a botte, semplice e senza troppi fronzoli nè optional, in stile pre-romanico, realizzata con materiale misto, mattoni romani, cocci e ciottoli messi a spina di pesce, alla quale venne aggiunta in periodo romanico la navata sinistra a due archi a tutto sesto e, in periodo gotico, la navata destra con arcate a sesto acuto.
Il campanile risale invece al 1466, realizzato in stile romanico, con doppie monofore.

Secondo i documenti che riportano diverse visite pastorali tra il 1573/76 si sa che la navata centrale era senza soffitto, in particolare è noto l’episodio durante il quale papa Sisto Pardi Ciùfoli VII, dirigendo la messa sotto la pioggia esclamò in perfetto piemontese-gotico:
“Ma còsa spicé a fé ‘l cuèrt dzora sta cesa, sacramondo?!?!” [senza fonte]

Facciata della Chiesa Romanica di Quinto Vercellese

Avrei voluto fotografare meglio la facciata, nella quale si notano bene le varie fasi costruttive e i diversi materiali utilizzati, purtroppo però c’era un piccolo crocchio di persone che stava organizzando una comunione o qualcosa di losco e che non si spostava dal sagrato, per cui vi dovete accontentare della foto sopra.

Affreschi come se non ci fosse un domani

Affresco del Cristo Pantocratore
Affresco con S. Marta e il Duca Amedeo di Savoia

Nella prima foto, sull’abside, c’è l’affresco più antico della chiesa, il Cristo Pantocratore, risalente al Trecento con un’aquila raffigurata sulla sua destra. Qui sopra invece l’affresco raffigurante S. Marta e il duca Amedeo di Savoia, attribuito a Daniele De Bosis (ve lo ricordate? Lo stesso di S. Clemente), realizzato nei primissimi anni del ‘500.

Affreschi sulla volta e sulle pareti

Triste, invece, è la sorte dell’affresco qui sopra: in seguito all’aggiornamento di Windows10, l’affresco è stato deturpato dall’inserimento di una finestra. Si può notare nello spicchio della volta, Steve Jobs vestito da prelato nel suo ufficio a tenere i conti di tutti questi nuovi aggiornamenti Microsoft. (massìììì, ma che ce frega, sta chiesa è già zeppa di affreschi, uno più o uno meno…).

Ma insomma, se la visita della chiesa ha abbondantemente soddisfatto i miei occhi, non posso dire lo stesso dei protagonisti: chi erano Nazario e Celso?
Da fervente non-praticante, non-cattolico e non-chalance, ovviamente non-neavevolaminimaidea, così sono andato a cercare notizie.

Affreschi sulle volte

Vita, morte e miracoli dei santi Nazario e Celso

Tralasciando di credere ad alcune forzature postume di chiara matrice fantasy, ad esempio quella in cui “andavano a piedi asciutti passeggiando sulle onde del mare in placida calma” durante una gita forzata sul motoscafo di Nerone al largo di Civitavecchia, la loro vita è un notevole elenco di persecuzioni, condanne a morte, condanne in contumacia, martiri evitati ed esili, fino al tristo ed ineluttabile finale.
Ma se Nazario (che per privacy chiameremo Johnny), ex-cittadino romano condannato all’esilio fin da subito da Nerone, faceva dell’evangelizzazione una scelta precisa e conscia, lo stesso non si può affermare di Celso, per lo meno non all’inizio.
Celso infatti non si chiamava così, era francese (magari si chiamava Didier, non lo sapremo mai) e quando conobbe Nazario era solo un bambinetto di 9 anni, che venne appunto battezzato da Johnny durante la sua fuga da Roma dalle grinfie di Nerone.

Toto e Pepp… no, Nazario e Celso a zonzo in Europa

  • Francia, due minuti dopo il battesimo di Celso. Arrestati (Parigi valeva una messa ma era pur sempre una provincia romana…), liberati poi per intercessione della moglie del prefetto
  • Treviri. Arrestati dal prefetto per eccessiva predicazione ed abuso del clacson nelle ore della siesta.
  • Roma. Condannati a morte tramite lancio nel mare dal motoscafo di Nerone, si salvano camminando sull’acqua (sì vabbè…)
  • Albaro (oggi quartiere di Genova). Non succede nulla anzi, secondo la fonte della parrocchia di S.Albaro in Genova, risulta “essere la prima terra, non solo del Genovesato, ma di tutta la Italia, dove si è palesemente predicata e ricevuta la fede di Cristo, e dove è stata celebrata la prima Messa quietamente” (chissà nelle altre allora cosa succedeva…). A fine anno vincitori del premio Top Babptizers of the Year. Yeeeeee!!!!!
  • Milano. Arrestati dal prefetto Antolino, braccio armato di Nerone, processati sommariamente e decapitati presso le tre muraglie nel 76 d.C.

    Secondo la tradizione, Sant’Ambrogio nel 395 d.C. avrebbe poi trovato in un campo il corpo sepolto ma ancora intonso di Nazario e un altro corpo attribuito poi a Celso (riconosciuto grazie a Gary Sinise di C.S.I.).
    Ora, non vorrei sembrare un inzenzibbile ma mi chiedo come abbia fatto a trovarlo se era sepolto… 319 anni dopo poi!… vabbè, chiudiamo un occhio, meglio non saperlo.
Affreschi lungo le pareti della chiesa

Concludendo, che sia tradizione popolare, culto o pura invenzione a noi non importa, quello che invece importa sapere è che questa bella e importante chiesa romanica è ancora in piedi oggi a distanza di mille e più anni e che essendo tutt’ora utilizzata potete visitarla negli orari di apertura. E io a Quinto ci tornerò di sicuro visto che c’è anche il Castello che, seppur di proprietà privata e ad oggi chiuso, merita un comunque approfondimento.

Informazioni


DOVE DORMIRE:
La sezione bnb-réclame oggi vede 3 location vercellesi, di cui due in città. Non ne ho trovati a Quinto registrati, quelli che vi metto oggi sono: Elegante stanza matrimoniale per coppie e single con 4.96 punti, un altro appartamento in centro città con 4,88 voti e per ultimo, un’intera casa da Agnese, ad Albano Vercellese, con 4,83 voti.

Opel Rekord e Chiesa dei Ss. Nazario e Celso

Espletata la mia opera benemerito-pubblicitaria, vi saluto. Spero che il post di oggi vi sia piaciuto e appuntamento a lunedì prossimo con un nuova avventura su PiemonteInOpel!!

Arvëdse!

COME ARRIVARE:
Località: Quinto Vercellese (VC). Lungo la statale 230 tra Biella e Vercelli, svoltare in via Roma ed entrare in paese. Svoltare in via Rimembranza.
Parcheggio disponibile nei pressi della chiesa

[Tutte le fotografie presenti in questo post sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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