Il castello di Vicolungo (NO) – Cartoline dal Piemonte

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Shopping al castello?

Il castello di Vicolungo? c’è un castello a Vicolungo??? Non c’era solo l’outlet?? Ahhh! Vicolungo, terra di perdizione! Beh, detta così sembra un po’ estremo ma, effettivamente, per noi maschi “Vicolungo” vuol dire solo “centrocommercialedaevitarecomelapeste”. Shopping sfrenato di fidanzate e mogli che passeranno intere giornate a girovagare per i vari negozi per poi uscirne senza soldi (voi) e con una cinquantina di pacchi da stipare in macchina (sempre voi)…

Ebbene amiche ed amici, giusto perchè lo sappiate a Vicolungo non c’è solo l’outlet! C’è anche il castello, oltre a un paio di oratori e chiesette mica male.

Una storia un po’ travagliata…

Per le cartoline sbiadite di questo giovedì, oggi ci occupiamo del castello di Vicolungo. La sua storia affonda le radici tra il XIII e il XV secolo e, fin dai primi momenti, vive una storia complicata e combattuta.

Nel settembre del 1450 Francesco Sforza infeuda Vicolungo e la vicina Landiona ai due fratelli Giovan Pietro e Antonio Rabozio. Come quasi tutti i fratelli, inutile dire che anche loro non vadano molto d’accordo; dopo due minuti infatti già litigano sfidandosi a duello nella corte del ricetto. Giovan Pietro è gagliardo e appunto Giovan mentre Antonio è solo Antonio e soccombe ferito e imprigionato.

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la rocca del castello di Vicolungo

Francesco Sforza però, tifoso dell’Antonio Rabozio S.p.A. lo salva dalle grinfie dell’oblio del carcere e gli concede pure di costruirsi il castello all’interno delle mura. Una ventina d’anni dopo lo Sforza ha finito di sforzarsi e pure il Rabozio si avvicina a tremolanti falcate all’aldilà e decide dunque di cedere il castello di Vicolungo alle tre figlie, cosa proibita all’epoca (vabbè dai, vi siete vendicate con lo shopping…)

Nel 1522 il castello di Vicolungo viene assaltato e fortemente danneggiato dalle truppe franco-biellesi guidate da Filiberto Ferrero Fieschi (ve lo ricordate? il Fuffa!). Per fortuna il castello viene salvato e ricostruito e un centinaio di anni dopo, tra passaggi, vendite, suddivisioni ed eredità passa al nobile Enrico Gritta che lo porta ad antico splendore, affrescando anche le stanze dell’abitazione all’interno delle mura.

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scorcio delle mura con meridiana e affresco

Il castello di Vicolungo tra Gritta e Ospedali

Nel 1670 il castello di Vicolungo passa all’Ospedale Maggiore di Novara, secondo quanto stabilito da un testamento ufficiale. Ma questi viene impugnato da Costanza Belcredi, vedova di Enrico Gritta e già consolatasi con un membro dei Caccia di Mandello. Questo porta a una prima suddivisione del castello e di tutti i beni collegati, cosa che non soddisferà mai le due parti tanto da finire in causa l’una contro l’altra.

il 22 settembre 1744 il conte Giuseppe Caccia pone fine a tutte le questioni vendendo all’Ospedale Maggiore tutti i beni lasciati in eredità dalla famiglia Gritta, in modo da avere solo più un unico proprietario, anche se ormai il castello non ha più funzioni difensive e da quel giorno destinato a diventare un’azienda agricola.

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Finalmente restaurato e riportato ai fasti di un tempo, oggi il castello di Vicolungo privato ma insomma, vi ho fatto un Bignami riassumendo secoli e secoli di “Beautiful” made in Vicolungo ma, se volete conoscere tutta la storia del castello la trovate ben spiegata nella pagina ufficiale del Comune, cliccando qui.

Ah, se volete reperti più recenti ma sempre vintage attorno al castello ce ne sono diversi, come ad esempio questa scritta non del tutto cancellata su un muro di una casa padronale a fianco della rocca. Ce ne sono ancora a bizzeffe nel Novarese e non solo, ma questa è un’altra storia…

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scritte anni ’30 su casa padronale

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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