Castello di Landiona (NO)

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Con le cartoline in bianco e nero di questo giovedì andiamo a vedere quello che resta dell’antico castello di Landiona, piccolo paesino del Novarese poco distante dal Sesia. Chi è solito andare a Ondaland o all’Outlet di Vicolungo probabilmente ci passa davanti senza farci troppo caso, ma anche questo paesino sperduto vanta una storia ormai millenaria.

Una bolla di Papa Innocenzo II del 1132 cita per la prima volta Landiona anche se la chiesa parrocchiale del paese è già presente da più di un secolo, come attesta un atto del 1 settembre dell’anno 1000. Il castello di Landiona invece è più tardo. Nasce intorno al 1280 anno in cui Paolo Caccia (sostenitore della famiglia dei Tornielli di Novara) riceve circa 500 lavoratori al fine di potenziare le difese del villaggio, costruendo mura e torri a difesa e controllo della zona.

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Landiona nella storia

Alla morte di Paolo Caccia si avvicendano i tre figli Paolo II, Martino e Giulio che si dividono il castello non senza combinare qualche paciocco (massì tanto che je frega a quelli dell’Agenzia delle Entrate…). Giulio muore senza eredi, eh vabbè. Martino invece vende sottobanco la sua parte di castello a sor Francesco cattaneo da Sillavengo. Paolo II e il figlio Paganino si beccano invece la maggior parte del castello, mentre quella dei Sillavengo si suddivide ulteriormente in quattro parti tra i parenti, con somma gioia del geometra.

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la torre d’ingresso al castello

Il castello di Landiona perde così la sua funzione militare divenendo una sorta di condominio per nobili (senza box auto) e l’intero paese passa di mano a seconda delle sorti della storia. Nel 1350 diventa dominio dei Visconti di Milano, mentre nel 1450 Francesco Sforza lo dona ai fratelli Rabozio di Vicolungo. Nel 1502 poi viene venduto ai Suardi, signori del Monferrato e sostenitori del Re di Francia.

Ma chi paga l’Imu?

Fosse solo questo. Il vero casino lo si ha verso la fine del ‘500. Il Ducato di Milano passa sotto il dominio degli spagnoli con l’assegnazione del governo del novarese a Carlo V. Piuttosto contrariati, i Suardi cedono tutti i loro diritti ai fratelli Antonio e Carlo Cicogna ma senza chiedere il permesso alla Camera Ducale di Milano. Carlo Cicogna, invece di svolazzare e portare i bambini alle famiglie, vende sottobanco il feudo al conte Rinaldo Tettoni. La Camera Ducale di Milano, scoperti tutti gli altarini nel 1589 gli confisca tutto il patrimonio feudo compreso.

Il castello di Landiona, come tutto il feudo, viene così messo all’asta e comprato nel 1620 da Francesco Caccia di Mandello. I suoi eredi pur riuscendo a restaurarlo in gran parte decidono poi di rivenderlo con l’avvento della Rivoluzione Francese.

Gli anni recenti

Tra gli avvenimenti (che sono raccontati molto meglio nel pannello illustrativo all’interno della torre d’ingresso e sul sito comunale) ce ne sono ancora due che voglio citare. Nell’Ottocento, il castello di Landiona diventa piuttosto noto grazie all’avvocato Luigi Vigna da Chivasso che scrive il suo romanzo “Lutalto da Vicolungo” ambientandolo qui. Già lo vedo, come best-seller del 1835 in tutte le librerie Feltrinelli lungo il Sesia…

Il 24 aprile 1945, nei giorni della Liberazione, i partigiani assaltano un furgone portavalori con gli stipendi degli operai della Ansaldo. Tutto il denaro viene nascosto proprio all’interno del castello di Landiona, in una stanza adiacente l’androne della torre.

Il castello di Landiona oggi

Oggi la parte meglio restaurata e conservata è proprio quella di ingresso. Girando l’isolato in via Cracchi e poi via Molino si vedono le due restanti torri del castello. Si possono notare ancora oggi i segni delle molteplici suddivisioni delle proprietà. Sono peraltro visibili le testimonianze del periodo medievale anche in alcuni edifici vicini (Palazzo Porta) che conservano parti di murature antiche, con le pietre sistemate a lisca di pesce.

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Palazzo Porta a Landiona

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