Cartolina da… Ponte Vecchio, Cuorgnè (TO)

L’estenuante lotta tra l’uomo e la natura

Ponte Vecchio di Cuorgnè

Anche il Piemonte ha un suo Ponte Vecchio! Certo forse non è romantico come quello di Firenze, ma è pur sempre vecchio! Ancora un ponte medievale in terra piemontese, dunque. Ma se quello di Proh domina un tranquillo e breve corso d’acqua di campagna, il Ponte Vecchio sul torrente Orco a Cuorgnè deve reggere ben altra forza d’urto.

Cuorgnè è una cittadina di circa 10mila abitanti dalla storia importante e molto antica. Il borgo storico offre molti spunti di interesse, dalla casa di Re Arduino alle due torri, quella rotonda e quella quadrata. La presenza di un corso d’acqua molto turbolento, ha permesso la nascita di importanti industrie, come la grande manifattura Ottocentesca.

Ponte Vecchio sull'Orco

Un Ponte Vecchio contro un Orco davvero cattivo!

Fin dal Medioevo, Cuorgnè ricopre un ruolo importante nella zona, sia da un punto di vista politico che commerciale. Per favorire gli scambi tra Ivrea e la Val Susa, si cerca di superare il torrente Orco attraverso ponti non sempre però resistenti. La forza del torrente è molto violenta e le sue piene, nemmeno rare, distruggono regolarmente i passaggi precari fatti di tavole in legno su pilastri in pietra. Il primo documento ufficiale sul ponte risale al 1439 ma solo nel 1470 si ordina la costruzione di un passaggio più solido. La forza dell’acqua è però tale che non solo il ponte continua a subire danni e viene più volte ricostruito ma il torrente sposta continuamente il suo letto. A causa di questo, il ponte di Cuorgnè arriva a contare fino a 13 arcate.

Le arcate in pietra e calce vengono però sistemate solo alla fine del ‘600, grazie al sostegno di enormi pilastri a 6 facciate costruite appositamente per sostenerle. Le piene dei secoli successivi, soprattutto quelle di metà Ottocento mettono k.o. il ponte, distruggendo rovinosamente numerose arcate. Alla fine, nel 1850, grazie anche al progresso tecnico, viene finalmente costruito un nuovo ponte poco più a valle e protetto da muraglioni che ancora oggi resiste alle piene dell’Orco.

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