Carema (TO) – Cartoline dal confine

Con le cartoline in bianco e nero del giovedì oggi torniamo nel Canavese. Siamo a Carema, un piccolo borgo di origine romana a pochi metri dal confine. E’ infatti l’ultimo paese in terra piemontese prima di entrare in Valle d’Aosta.

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Un po’ di storia

Anticamente, Carema è sede di una guarnigione romana poichè qui è presente una dogana dove si versa il pedaggio sul valore delle merci in transito verso l’Italia lungo la Via delle Gallie. Pochi km oltre infatti, nel borgo di Donnaz si può percorrere ancora un breve tratto dell’originale strada romana in pietra (nel link trovate le foto scattate un paio di anni fa che la raccontano. E’ il forum degli amici di Kadett.it, per anni portale di riferimento non solo per i possessori di Opel Kadett ma di Opel in genere, più o meno nuove).

Come tutte le zone di confine anche Carema è sicuramente ambita e contesa. Nel medioevo viene assegnata al Vescovo d’Ivrea che la investe agli Ugoni da Brescia, signori anche del castello di Castruzzone, una fortificazione posta poco sopra Carema a difesa del commercio delle pietre da macina. Oggi del castello di Castruzzone rimangono solo i ruderi; presto ve li mostrerò.

Nel 1171 i marchesi del Monferrato mettono le mani su Carema, estendendo la loro influenza e amministrando il diritto di pedaggio nonostante l’opposizione del Vescovo di Ivrea. Due secoli dopo sono i Savoia ad ampliare il controllo sul Canavese. Da quel momento la storia di Carema si lega ai Savoia che ricevono in feudo perpetuo tutte le terre e i castelli della valle della Dora Baltea fino al 1797, quando re Carlo Emanuele IV abolisce i diritti feudali.

Cosa vedere a Carema

Gli edifici storici e più importanti di Carema si trovano nella parte alta del paese, quella più antica e che conserva i tratti tipici del borgo medievale, anche se le inevitabili trasformazioni nei secoli lo camuffano un po’

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La fontana in via Basilia, del 1571

Salendo nel borgo si incontrano un paio di fontane molto antiche, una risalente addirittura al 1460. Questa in foto invece, eretta dai conti Challant-Madruzzo in omaggio ai Duchi di Savoia, risale al 1571. Interessante è la stele in pietra con le quattro facciate incise con stemmi araldici e una scritta in latino che recita :”Se qualcuno ha sete venga da me e beva” (beh, mi sarei stupito se ci avessero inciso “scemo chi legge”)

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carema palazzo ugoneti arco

Addentrandosi nei viottoli del borgo troviamo Palazzo Ugoneti, sede urbana dei feudatari di Carema e del castello di Castruzzone. il palazzo è un massiccio edificio in pietra con un grande arco di ingresso e una torretta di difesa, sicuramente sede di una guarnigione.

Uscendo quasi dal borgo, prima di iniziare il “sentiero dei vigneti” si trova la Gran Masun, un grande edificio di epoca medievale (risale ai primi del ‘400) dove si amministrava la giustizia. E’ presente una torre di vedetta e un sotterraneo, forse in origine un’antica prigione. Include anche un’ampia cantina per la conservazione del vino. La configurazione del territorio circostante, al riparo dai venti freddi e con un microclima più mite, ha permesso la coltivazione della vite fin dall’epoca romana.

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la “Gran Masun” oggi sede museale

il vino: Carema d.o.c.

Le pendici collinari sono state interamente terrazzate e su di esse sorgono i tipici “pilun”, Su di essi sorgono i pilun, colonne tronco-coniche in pietra e calce di altezza variabile, sormontate da un disco in pietra o da una pietra scavata a forma di U. Dietro i pilun sono disposte due o tre file di pali in legno di castagno, che formano le campate d’appoggio della pergola. Per chi ama le escursioni e le passeggiate, Carema offre molte possibilità per ammirare i terrazzamenti e il panorama adattato alla coltivazione del vino.

Il prodotto tipico è il Carema o Nebbiolo di Carema, un vino rosso riconosciuto d.o.c. nel 1967, dalla gradazione mimina di 12°. Rosso rubino, si accompagna sia alle carni rosse o alla selvaggina (ma anche ai formaggi stagionati), è considerato anche un “vino da caminetto”, ideale per una serata dopo cena con gli amici.

Idee per la domenica

Concludendo, non dico che Carema sia il posto più bello al mondo da visitare, ma se si va a fare un giro in Valle d’Aosta, una sosta e quattro passi nel borgo vale la pena di farli. Per i turisti del vino, è sicuramente un luogo alternativo, magari meno conosciuto, ma non per questo meno interessante. In basso, lungo la statale principale prima di salire nel borgo vecchio, c’è anche una gelateria ottima, testata personalmente che merita davvero una sosta. E la passeggiata ai ruderi del castello di Castruzzone (molto facile) può essere una buona idea per un’escursione con famiglia e amici a quattro zampe.

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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