Lenta (VC): il Castello-Monastero e il Ricetto

Le origini di Lenta

Ma come?! Un altro ricetto in Piemonte? Ma non c’era solo quello di Candelo? No, c’è anche quello di Ghemme, che abbiamo già visto e ce ne sono ancora altri. Certo, alcuni sono più piccoli, di altri si vedono solo alcune tracce. Fino a un anno fa non sapevo nemmeno che ci fosse un borgo medievale qui… Lenta era il classico paesino della categoria “meno male che hanno inventato le autostrade almeno evito di passare in mezzo a ‘sti posti inutili”

Eh, come si cambia…

Beh, anche Lenta vanta un piccolo grazioso borgo medievale, oltre ad antichissime chiese (la pieve di Santo Stefano, che vi mostrerò poi) ma anche un gigantesco deposito di migliaia carri armati in disuso parcheggiati nella zona militare (e quello non so se avrò la possibilità di farvelo vedere).

entrata nel borgo di Lenta
L’entrata al borgo medievale di Lenta da Via Santa Marta

Accontentiamoci allora di fare quattro passi nel centro storico di questo paesino della Pianura Padana lambito dal fiume Sesia, che fa da spartiacque e confine naturale tra la provincia di Vercelli e quella di Novara. Gli storici si dividono sulle origini di Lenta, perchè essendo un borgo abitato stabilmente non si dovrebbe parlare di ricetto ma solo di borgo medievale. Fatto sta che ha un’origine romana, anticamente si chiamava Pollentia e ancora oggi conserva le due vie principali perpendicolari che attraversano il paese, da Nord a Sud e da Est a Ovest, il cardo e il decumano.

Il Castello/Monastero

Pur non essendoci notizie certe riguardo la fondazione del borgo, la caratteristica principale del nucleo fortificato di Lenta è la presenza di un castello/monastero, citato già in un documento del 1072. Si tratta di un monastero femminile dell’ordine benedettino di San Pietro, attorno al quale si sviluppa il borgo abitato protetto da mura (e probabilmente anche da un fossato).

Il Castello/Monastero di Lenta
Il Castello/Monastero di Lenta

Per diversi secoli il castello/monastero di Lenta riveste una grande importanza a livello politico sul territorio, tanto da ricevere la protezione papale in diverse occasioni. I documenti del 1171 con papa Alessandro III, del 1284 con papa Martino IV e del 1459 con Pio II attestano continue donazioni e privilegi al monastero.
Ma il troppo stroppia e inevitabilmente il malumore tra i nobili locali e la popolazione serpeggia tanto che nemmeno un secolo dopo Mercurino da Gattinara, importante politico e cancelliere alla corte di Carlo V arriva a definirlo nec monasterium, sed lupanar, non un monastero ma un postribolo… un bordello, insomma.

Papa Clemente VII scrive nel 1529: “Il nostro diletto figlio Mercurino […] giustamente, ci ha informato che le […] monache del monastero di S. Pietro di Lenta […] si sono allontanate da molti anni dal dolce giogo della religione […], hanno dimenticato il pudore, hanno vissuto e vivono […] così turpemente e in modo disonesto che il monastero è ritenuto un luogo equivoco, accessibile da ogni parte e da tutti, a danno delle anime delle monache che […] sono considerate obbrobrio della religione ed esempio pernicioso per i fedeli in Cristo

Hai capito le monache? Si godevano la vita, altro che! A me sa tanto che ‘sto Mercurino era solo invidioso… la classica storia della volpe e l’uva…

Castello di Lenta. Torre
Particolare del castello/monastero con la torre

Che fosse poi diventato veramente un bordello o meno, con la bolla papale del Clemente e quella successiva di Gregorio XII, nel 1572 il monastero viene liquidato e le monache trasferite a Vercelli. Il monastero cade dunque in esorabile declino e oggi, di proprietà del Comune di Lenta, non se la cava benissimo. Le condizioni dell’edificio non sono ottimali e andrebbe restaurato come si deve. Speriamo torni presto a splendere e si possa visitare.

Borgo o Ricetto?

Il borgo o ricetto, pur mantenendo la sua natura medievale si trasforma, cosa inevitabile essendo un luogo abitato stabilmente fin dal Duecento. L’atmosfera antica si respira però ancora, gironzolando tra gli stretti viottoli del borgo. Molti edifici hanno mantenuto un aspetto decisamente più agricolo vista la zona in cui ci troviamo, mentre le abitazioni sono state restaurate, pur mantenendo in parte le antiche origini medievali.

scorci del borgo medievale di Lenta
Scorci del borgo medievale di Lenta
Caseggiati rurali
caseggiati tipicamente rurali

Nel centro del borgo di Lenta si trovano due chiese, la chiesa di Santa Marta del 1597 e la parrocchiale di San Pietro. Quest’ultima, completamente rifatta nel 1700 con la facciata tipica barocca, mantiene di originale l’abside visibile dal castello e soprattutto la cripta della chiesa originale del XII secolo quando era ancora la chiesa di Sant’Olimpo. Purtroppo, pur essendo un sabato, l’ho trovata chiusa e non ho potuto vedere la cripta, ma spero presto di farlo. Ovviamente aggiornerò il post con le foto in più.

La Chiesa di Santa Marta di Lenta
La Chiesa di Santa Marta di Lenta del 1597
Chiesa Parrocchiale di San Pietro, Lenta
… e la parrocchiale di San Pietro, rifatta nel ‘700

In conclusione su Lenta dovrò ancora parlarvi, ci sono ancora un po’ di cosette “vintage” da vedere. E’ stata una sorpresa per me scoprirla. Ci sarò passato qualche forse volta in passato ma ignoravo la presenza del suo borgo medievale, della pieve e dei suoi antichi viottoli da scoprire. Come ho già detto, fino a un anno fa era uno dei tanti paesini sperduti in mezzo al nulla, senza nulla di interessante da vedere.

Dove dormire

Se volete conoscere più da vicino il borgo vi metto qui i consueti 3 link ai bnb della zona. AirBnb mi consiglia la casa d’artista presso Cascina Galoppa nella vicina Rovasenda, il monolocale di Luigi all’interno di una dimora storica quattrocentesca e l’agriturismo La Biandrina, a Carpignano, lungo il fiume Sesia

Anche per questo lunedì è tutto. Prossimo appuntamento giovedì con le foto sbiadite e a lunedì con un nuovo luogo da scoprire su Piemonte In Opel!

Arvèdze!

[Tutte le fotografie presenti in questo post, comprese quelle sfuocate e quelle brutte, sono tutelate dal diritto d’autore e non possono essere riprodotte altrove. Copyright PiemonteInOpel 2020]

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